Appello/Gennaro Capodanno (comitato Valori collinari): «Una funzione culturale per l’ Acacia. Salviamo un pezzo di memoria della Cinecittà partenopea»

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Rilancia il suo appello a far rinascere il cinema teatro Acacia del Vomero, il presidente Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori collinari. «Dopo che nei mesi scorsi si era manifestata, anche da parte dei mass media, una diffusa attenzione sulle sorti del cinema-teatro Acacia posto in via Tarantino nell’area collinare della città, negli ultimi tempi sembra calato il più assoluto silenzio sulle vicende legate a questa importante struttura artistica e culturale».
La pandemia rischia di fare un’altra vittima tra le poche strutture culturali e di socializzazione rimaste a disposizione dei circa 120mila residenti della quinta municipalità, che comprende i quartieri partenopei del Vomero e dell’Arenella.
Chiuso da mesi per il contagio da coronavirus. «Va ricordato – sottolinea Capodanno – che, dopo notevoli lavori di restauro, l’Acacia aveva riaperto i battenti nell’anno 2005 . Negli anni seguenti furono poi programmate diverse stagioni teatrali nel corso delle quali si alternarono compagnie teatrali di tutto rispetto, con artisti come Gino Rivieccio, Francesco Paolantoni, Manuel Frattini, Tullio Solenghi, Sal Da Vinci per ricordarne solo alcuni».
Con alterne vicende, infine, la struttura, grazie anche all’impegno della proprietaria Emma Naldi, scomparsa l’anno scorso, la struttura aveva continuato a operare prevalentemente come sala cinematografica ma ospitando sovente anche altre attività, quali rappresentazioni teatrali, concerti e manifestazioni di arte varia.
Si rivolge alle autorità competenti, Ministero per i beni culturali e ambientali e per il turismo, Regione Campania e Comune di Napoli, anche a tutela dei lavoratori impegnati, affinché intervengano mettendo in campo tutte le iniziative tese a salvaguardare la struttura.
Per tutelare un pezzo di memoria nella Cinecittà di Napoli: agli inizi del novecento proprio nel quartiere collinare si trovavano due stabilimenti di produzione cinematografica. La “Partenope film” fondata nel 1910 da Roberto Troncone in via Solimena e la “Lombardo Film”, rilevata da Gustavo Lombardo e da cui sarebbe poi nata la “Titanus”, in via Cimarosa 186.
Agli inizi degli anni ’60 nel quartiere partenopeo, si contavano ben dieci sale cinematografiche. Di quest hanno chiuso i battenti la metà.
Oltre all’Ideal, sono scomparsi l’Ariston in via Morghen, sostituito da una banca, il Colibrì in via de Mura, ora club fitness, il Bernini, adesso un negozio abbigliamento per bambini e l’Abadir,  già Orchidea, in via Paisiello, dove attualmente domina un supermercato. Così la cultura soccombe.


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