Andy Warhol con il suo Vesuvius e altre duecento opere apre la mostra inaugurata nella Basilica Santa Maria Maggiore alla Pietrasanta in Via Tribunali, nel centro antico della città.
Immortali icone e ritratti, polaroid e acetati, disegni, arrivano nel capoluogo campano in sette sezioni, quel mondo Pop che ha segnato l’ascesa di Warhol come l’artista che ha stravolto in maniera radicale qualunque definizione estetica precedente, attraverso miti dello Star System e del merchandising come le intramontabili Campbell’s Soup, il ritratto serigrafato di Marilyn derivato da un fotogramma di Gene Korman, le celebri serigrafie di Mao del 1972 e il famosissimo Flowers del 1964. Una rivisitazione completa del genio americano che ha rivoluzionato il concetto di opera dal dopoguerra.
La rassegna dal 26 settembre al 23 febbraio 2020, tutti i giorni dalle 10 alle 20, prevede un’intera sezione dedicata all’Italia e un focus sulla città di Napoli; altre cinque sezioni sono dedicate a icone e ritratti, a polaroid e acetati, ai disegni – come illustratore degli anni ’50, ai brand e al mondo della musica.
Queste sezioni comprendono, tra le altre, opere pop dedicate a icone dello star system come Liz Taylor, Arnold Schwarzenegger e Valentino, figure storiche come Monna Lisa, Mao e Lenin, o ad artisti provenienti dal mondo della musica come The Velvet, Undderground & Nico, Mick Jagger, Ron Wood, Miguel Bosè, Grace Jones, Stevie Wonder Bill Squier.
 Accanto a opere che raccontano la scena americana del ‘900, nelle sale della Pietrasanta anche lavori che rivelano il rapporto di Warhol con l’Italia e un focus dedicato alla città di Napoli col suo Vesuvius del 1985 e il Ritratto di Beuys, realizzato nel 1980 in occasione della mostra alla Galleria di Lucio Amelio.
 Un percorso artistico e privato di un uomo eclettico che ha segnato l’arte a tutto tondo, trasformando visioni e concetti, fermando nell’immaginario collettivo volto, colori e scene e regalando all’Arte tutta, un aspetto nuovo. Presenti in mostra i suoi immancabili ritratti di grandi personaggi, figure storiche che il suo genio e la sua arte hanno trasformato in leggende contemporanee: i volti di Man Ray, Keith Haring, Edvard Munch, Lenin, Giorgio Armani e un rarissimo ritratto della Monna Lisa realizzato con inchiostro serigrafico su pergamena nel 1978.
«La mostra dedicata all’universo di Warhol è una grande opportunità per conoscere o riscoprire la pop art. Siamo sicuri di poter contare sull’assenso di un gran numero di visitatori», spiega Luca Morari, amministratore delegato Divita, azienda che dal 2006 distribuisce la gamma di specialità Ricola in Italia.
Andy Warhol, pseudonimo di Andrew Warhol Jr  nasce a Pittsburg il 6 agosto del 1928 e si spegne a New York 22 febbraio del 1987: è stato  il più influente artista del XX secolo.
Ad accogliere i visitatori nella basilica paleocristiana su progetto di Cosimo Fanzago, nel decumano maggiore, all’esterno il bel campanile in stile romanico dell’XI secolo con elementi architettonici e iscrizioni di epoca romana. Ai lati la Cappella Pontano e la settecentesca Cappella del Salvatore nel sottosuolo della chiesa simboli templari.
L’esposizione, prodotta e organizzata dal Gruppo Arthemisia e Eugenio Falcioni, in collaborazione con l’Associazione Pietrasanta Polo Culturale e Art Motors ed è curata da Matteo Bellenghi.
Per saperne di più
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