Omaggio patafisico a Mario Persico. Domani, martedì 11 giugno, alle 11, l’Accademia di Belle Arti di Napoli in collaborazione con l’ordine degli architetti, pianificatori,  paesaggisti, conservatori della Provincia di Caserta inaugura la mostra Il Patapart  – Foglio dell’Institutum Pataphysicum Parthenopeium. Curata da Dario Giugliano, l’esposizione è allestita dagli studenti del corso di Scenotecnica degli studenti dell’Accademia su progetto di Enzo Gagliardi.

Qui sopra, una pagina dell'ultimo numero. In alto Mario Persico
Qui sopra, una pagina dell’ultimo numero. In alto Mario Persico

Il Patapart è il foglio dell’Institutum Pataphysicum Parthenopeium, l’Istituto di Patafisica napoletano fondato nel 1965 da LuCa (Luigi Castellano), che ne fu rettore fino al 2001, anno della sua scomparsa.
Su proposta di tutti i patafisici partenopei, che negli anni si erano raccolti intorno a LuCa, a Portici, nel settembre del 2001 l’artista napoletano Mario Persico fu nominato Rettore Magnifico nonché Viceré, Pascià e gran Visir della Patafisica partenopea.
 Mario Persico ha appena donato alla Biblioteca Anna Caputi dell’Accademia di Belle Arti di Napoli i 20 numeri del Patapart. Un’occasione  per valorizzare la donazione con un catalogo e una mostra bibliografica.
Mario Persico, durante il suo rettorato, ha rafforzato collaborazioni importanti e  recuperato la collaborazione di storici patafisici napoletani, come Stelio Maria Martini e Luciano Caruso o italiani, come Edoardo Sanguineti, e con la patafisica lombarda, che aveva in Enrico Baj l’esponente di spicco, o, ancora, con una personalità come Pablo Echaurren.
Il Patapart è stato caratterizzato  dalla direzione artistica di Mario Persico e dalla direzione responsabile di Eleonora Puntillo (Mulier Literatissima et Terribilissima dell’Istituto napoletano, eletta al grado “ubiconorabile”, secondo la terminologia patafisica, di Eccellentissimo Direttore Responsabile).
 Numeri monografici dedicati a figure di Patafisici scomparsi, come LuCa Luigi Castellano, Edoardo Sanguineti, Stelio Maria Martini, Paola Acampa, Luciano Caruso, Andrea Sparaco, Brunella Eruli, ma anche a temi specifici, come il signoraggio bancario, la libertà, il viaggio…
La Patafisica nasce con Alfred Jarry (Laval 1873 – Parigi 1907) che la cita in due sue opere: Ubu cornuto e Gesta e opinioni del dottor Faustroll, patafisico, definendola, tra l’altro, come la scienza delle soluzioni immaginarie e del particolare, che estende i suoi domini al di là della metafisica. La Patafisica sarà poi rilanciata da un gruppo di scrittori francesi, tra cui Raymond Queneau, nel 1948.