Racconto
Calcio Napoli Il "ciuccio" compie 90 anni. Storia di una squadra tra cadute e successi
Pasquale Ferro -0
Nel lontano 1926, un facoltoso e ricco commerciante, Giorgio Ascarelli (di origine ebraica) decide di fondare l'associazione Calcio Napoli. Fino a quel momento il tifo partenopeo si è diviso tra varie squadre come la Juventus del Vasto, l'Open Air l'Audace. L'imprenditore (gi presidente dell'Inter Naples) formula l'accordo il 1 agosto. Le prime stagioni calcistiche 1926/27 e...
Racconto
Le indimenticabili dimenticate 16 Ester Bijou, la sciantosa che si tolse la vita per amore
Pasquale Ferro -
Dedicata a un amico. Una lettera che far capire una parte della personalit della giovane diva di cui parliamo. « Caro Bel Ami*, sono compiacente dell'autunno parigino. Credo che nulla val meglio della Villa Lumière per una donna chic, soprattutto quando si possono fare ingenti acquisti negli ateliers de mode della Rue de Rivoli, nei grandi bijoutiers di Rue...
Racconto
Racconto/ Passeggiata da via Chiaia a piazza Vittoria: voci, ritmi e contaminazioni. Da tutelare per chi verrà
Carmine Negro -
Una mattina di poco tempo fa, devo necessariamente raggiungere Fuorigrotta. Per evitare il traffico pedonale di Toledo e piazza Trieste e Trento ho deciso di attraversare i quartieri scendere a via Chiaia e arrivare a piazza Vittoria dove più agevolmente posso prendere un mezzo di trasporto.
Quando da salita...
Racconto
Le indimenticabili dimenticate/Così Gabrielle Bessard si sparò per amore di Scarfoglio
Pasquale Ferro -
«Perdonami se vengo a uccidermi sulla tua porta come un cane fedele. Ti amo sempre». Questa scritta fu lasciata davanti alla casa Scarfoglio-Serao da Gabrielle Bessard. Era il 29 agosto del 1894, si potrebbe definire "una tragedia annunciata".
Tutta Napoli sapeva, parlava, anzi sussurrava. Il pettegolezzo era piccante: la storia tra il giornalista, poeta, scrittore Scarfoglio e la ballerina sciantosa, di origine farncese....
Racconto
Il racconto/Il sapore dell’amore tra i volti di una famiglia che piomba all’improvviso in un ristorante
Francesco Divenuto -
Ecco la quarta puntata del racconto di Francesco Divenuto. Ordinario di storia dell’architettura all’università Federico II di Napoli, Divenuto è autore, tra l’altro, di numerosi saggi su riviste specializzate e di due romanzi “Il capitello dell’imperatore. Capri: storie di luoghi, di persone e di cose” e "Vento di desideri "(edizioni scientifiche italiane).
Tra i racconti, pubblicati sul nostro portale, Variazioni Goldberg,...
Prese controvoglia l'autobus delle 805 e, dopo aver obliterato il biglietto, decise di sedersi lontano da occhi indiscreti quasi per evitare sguardi ricchi di quella felicit o di quella spensieratezza che a lei mancava ormai da troppo tempo .
Pensava ancora al suo piccolo Marco, lasciato poco prima mentre saliva allegramente le scalette della scuola, quando fu attratta da...
Mark Twain in Italia nel 1868 soggiorna molto a Napoli. Nato a Missouri(Florida) nel 1835 col nome di battesimo Samuel Langhorne Clemens, vive la giovinezza a Hannibal, piccolo porto sul Mississippi. Tipografo, pilota su un battello a vapore, militare nella guerra di secessione, minatore nel Far West, infine, ottimo giornalista a Filadelfia e Saint Louis. Scrittore,...
Racconto
Le indimenticabili dimenticate 10 Ria Diana, canzonettista che lasciಠla carriera per amore
il Mondo di Suk -
Indimenticabili dimenticate. Nell'era delle sciantose, tra fine '800 e inizio '900, le donne la fanno da padrone con le loro belle e particolari voci, portando al successo brani scritti da autori come E. A. Mario, Pisano-Cioffi . Spesso formano un duo o partono per l'America diventando le cantanti degli emigranti, sono, quasi sempre, amiche e complici senza...
Mi aggiravo in una citt che non riconoscevo più.
Tra insegne cadenti, rifiuti in decomposizione e manifesti strappati, Napoli era l'immagine sbiadita del luogo in cui avevo abitato per anni prima di trovare lavoro a Roma.
E a Napoli ero ritornato durante l'esodo, indifferente alla fuga di massa avvenuta davanti ai miei occhi.
Solo, in una citt abbandonata da tutti, persino da...
Riceviamo e volentieri pubblichiamo
Mia citt stanca
come automa vaghi
lacera, avvilita;
ti vergogni,
nascondi le ferite.
Nelle giornate di sole
sei allegra, serena
grata al cielo;
ma il tuo animo piange;
la tua bont è fatale,
non accettata,
offesa.
Discinta pellegrina,
alle promesse vaghe
non ti ribelli,
accetti.
Ti accontenti di niente.
La tua terra sussulta
altre ferite
altri lutti,
ormai sei fatta di dolore,
ma tu non gridi,
piangi in silenzio
i tuoi morti.
Altre parole
scriver la stampa
demagogia
retorica.
Si parler ancora
dibattiti,
uomini colti
sereni
intellettuali...
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