«Ci troviamo di fronte a un esercito di «ragazzi contro» che hanno smarrito il senso della relazione con gli altri, incapaci come sono di riconoscere le proprie emozioni e che non sanno guardare l’altro negli occhi e neanche provare orrore, per l’orrore che essi stessi hanno generato. A Napoli come a Milano, come a Parigi. Non è un problema locale. C’è una emergenza non-solo-criminale ma di comprensione, di necessità di capire cosa accade nella mente di questi minori, spesso inadatti ad assumersi la responsabilità delle loro azioni e che palesano una preoccupante incapacità a cogliere la risonanza dei loro gesti». E’ uno stralcio della lettera pubblicata dal quotidiano Il Mattino firmata dalla docente Maria Luisa Iavarone, mamma di Arturo, l’adolescente napoletano accoltellato nei mesi scorsi in Via Foria.
Sarà anche lei una delle protagoniste dell’incontro sulla violenza minorile (Violenza minorile: cause e rimedi)organizzato alla Fondazione Premio Napoli. A introdurre il dibattito mercoledì 28 marzo, alla 17,30, nella sede di palazzo Reale, in piazza del Plebiscito, sarà il presidente Domenico Ciruzzi. Con loro, interverranno: l’avvocato Giuseppe de Angelis, il criminologo Silvio Lugnano e la docente Franca Di Blasio, aggredita con un’arma da taglio da un suo alunno dell’istituto superiore professionale Majorana-Bachelet di Santa Maria a Vico (Caserta).
I relatori cercheranno di analizzare il fenomeno delle baby gang a Napoli, focalizzando l’attenzione sui quartieri periferici emarginati, sulla dispersione scolastica in aumento, sui servizi sociali insufficienti, sul ruolo della famiglia, della scuola e delle istituzioni. Un malessere mondiale, che arriva fino alle tragiche sparatorie negli Stati Uniti dove gli ovetti Kinder sono banditi, ma  comprare una pistola resta un “gioco da ragazzi”.

In alto, genitori di studenti della scuola di Parkland, in Florida, aspettano notizie dalla polizia dopo la sparatoria di un ragazzo che  ha ucciso almeno 17 persone
(AP Photo/Joel Auerbach)

 

 

 

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