Il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris proclama il lutto cittadino per la morte del figlio più amato dalla città, Diego Armando Maradona, il più immenso calciatore di tutti i tempi. Che ha fatto sognare il popolo napoletano lanciando il Napoli verso 2 scudetti. Noi lo ricordiamo con una immagine scolpita dallo scrittore francese Jean-Noël Schifano (cittadino onorario partenopeo) nel suo “Dizionario appassionato di Napoli”, tradotto e pubblicato in Italia da ilmondodisuk nel 2018.

Qui sopra, la copertina del libro di Schifano. In alto,
Maradona in campo negli anni ’80



di Jean-Noël Schifano
«… Il 3 luglio 1990, si svolge nello stadio San Paolo la semi-finale della Coppa del mondo: Italia-Argentina. Il bambino ricciuto delle bidonville di Buenos Aires ha raggiunto, oltre l’Italia, tutti i bambini ricciuti del cuore di Napoli e della sua periferia.
Sotto le urla, sotto gli sputi, sotto le maledizioni, non importa: ha espresso ciò che Napoli stessa storicamente ha, in una maniera indelebile, inciso nella sua memoria più nascosta, più tramortita, più alterata, più raggirata: l’Italia della Disunità più che dell’Unità, l’Italia dei Cavour e dei Savoia ha violentemente degradato, derubato e insozzato, dal 1860, la sola capitale d’Italia, Napoli.
Centotrent’anni più tardi, a Napoli, nello stadio San Paolo, con la squadra azzurra argentina, Maradona sconfigge l’Italia, eliminata così dalla Coppa del mondo.
Qualche settimana dopo, l’Italia lo sospende per uso di cocaina… L’idolo nemico deve pagare, cadere, arrendersi, sparire (è forse per questo che Maradona presto raddoppierà di volume, raddoppierà le sue sembianze, con un’ironia senza pari, fino a sfiorare due volte la morte?…)».
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