La fase 2 è iniziata. Napoli è partita con il piede giusto. Una città che vuole incentivare l’utilizzo delle bici dopo il lockdown. La IX edizione del Napoli Bike Festival, rilevante appuntamento nazionale dedicato alla promozione della cultura della bicicletta, che quest’anno doveva approdare al centro della città il 17 maggio, ma che è stato rimandato a settembre, lancia una nuova sfida: “Un nuovo modo di vedere la città”.
Un laboratorio di creatività in pieno centro. Protagonista, la bicicletta. Andare in bici a Napoli è un’esperienza unica, c’è sempre modo di sorprendersi della tanta bellezza che questa città riesce ad esprimere.
Luca Simeone, Presidente del tavolo ciclabilità presso il Comune di Napoli, non ha dubbi. Si vuol puntare sulle bici, e non solo. Afferma: «È proprio l’uso della bici che mi fa dire in modo onesto che la bici è la soluzione per la fase 2, ma non solo. La bici garantisce naturalmente il distanziamento sociale ed azzera gli assembramenti soprattutto nelle metro e sui mezzi pubblici, con il vantaggio di preservare l’ambiente e di farci fare anche attività fisica che rafforza le difese immunitarie. Servono servizi che aiutino i cittadini a poter cambiare abitudini. Il bike sharing è uno di questi. In questa settimana si riunisce la commissione per valutare le domande arrivate. Mi auguro che siano aziende solide e si possa partire al più presto. Anche la micromobilità può essere utile. Gli uffici comunali stanno chiedendo analogo bando come per il bike sharing per invitare operatori a candidarsi a offrire questo servizio in città. Inoltre, per far cambiare abitudini bisogna farlo offrendo soluzioni semplici ai cittadini. Stiamo facendo pressioni affinché da Roma arrivi il decreto giusto con risorse per buoni Mobilità e acquisto di bici elettriche e cargo bike. È fondamentale, i Comuni hanno bisogno di risorse per mettere in atto quest’idea di mobilità alternativa».
Se chiediamo al Presidente Simeone qual è secondo lui un modello di mobilità sostenibile a cui dovrebbe e potrebbe puntare una città come Napoli, ci dirà: «Questa crisi ha sconvolto tutto, ma ha prodotto anche una nuova consapevolezza sulla necessità di preservare il nostro pianeta. Abbiamo riscoperto il piacere del silenzio, dell’aria pulita, del mare limpido, del tempo per noi stessi, per i nostri cari. Abbiamo rallentato i nostri ritmi, tutto questo ora deve essere prioritario per capire come ripartire. Le scelte di mobilità ci dicono che città vogliamo. Io immagino una città che valorizzi le relazioni di vicinato, il commercio locale, che vive lo spazio pubblico, una città solidale, aperta, inclusiva. Per fare questo abbiamo bisogno di spazio pubblico e di aria pulita. Trasporto pubblico, mobilità attiva e condivisa, questo è il modello. In questa fase 2 con il tpl nostro primo alleato, lo smart working deve aiutarci a ridurre sensibilmente gli spostamenti e la bici a muoverci efficacemente».
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In foto, una schiera di bici che nelle città del Nord Europa sono già grandi protagoniste

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