La Galleria Alfonso Artiaco inaugurerà oggi, a partire dalle 19.30, una mostra personale di Sol LeWitt all’interno dei suoi spazi di Piazzetta Nilo (foto). L’esposizione resterà allestita dal 9 settembre al 2 novembre prossimo. L’artista americano, nato ad Hartford nel 1928 e morto a New York nel 2007, è decisamente una delle figure più importanti del XX secolo, legato all’arte concettuale e al minimalismo, e a oggi è possibile ammirare le sue opere in numerosissimi musei sparsi in tutto il mondo.
La mostra, dal titolo Sol LeWitt: Lines, Forms, Volumes, 1970s to Present, è curata da Lindsay Aveilhé, editrice del catalogo ragionato dei Wall Drawings di Sol LeWitt, ed è presentata dalla Galleria Alfonso Artiaco in collaborazione con “Estate of Sol LeWitt”, l’ente che cura il patrimonio dell’artista.
La data scelta per l’inaugurazione è tutt’altro che casuale, il 9 settembre, infatti, sarebbe stato il compleanno di LeWitt. La mostra si rivela, quindi, anche un modo per celebrare la sua trentennale amicizia con Alfonso Artiaco, un legame iniziato nel 1989 con la prima mostra dell’artista americano negli spazi della galleria napoletana.
I viaggi e le mostre in Italia iniziarono, però, molto prima, sul finire degli anni ’60: prima di Napoli, infatti, ci furono esposizioni in spazi quali L’Attico a Roma nel 1969, la Galleria Sperone a Torino nel 1970, la Galleria Civica Toselli di Milano nel 1971, e nello stesso 1971, poi, la gallerista Marilena Bonomo introdusse LeWitt alla città di Spoleto, diventata a tutti gli effetti la sua seconda casa. Partecipò a mostre celebri e determinanti per il panorama artistico italiano ed internazionale, come ad esempio Arte Concettuale, Arte Povera, Land Art curata da Germano Celant.
Le sale della Galleria ospitano wall drawings, sculture, disegni, fotografie e gouaches, molti tra questi vengono mostrati nuovamente solo ora, a seguito della prima esposizione in Italia. Una selezione di lavori che intende concentrarsi sull’opera storica di LeWitt e indaga un quarantennio di attività dell’artista americano, precisamente la mostra si muove tra il 1974 e il 2005, le opere sono presentate in maniera cronologica e il racconto si concentra, in maniera specifica, sullo stretto rapporto che lega LeWitt all’Italia.
I sei wall drawings in mostra sono stati eseguiti dai disegnatori dello studio LeWitt, Nicolai Angelov e Andrew Colbert, con l’assistenza di Federico Del Vecchio e Angelo Volpe e di cinque studenti dell’Accademia di Belle Arti di Napoli: Pier Paolo Perrone, Alessia Canelli, Teresa Gargiulo, Pamela Orrico e Mary Baldassarre. Li hanno realizzati utilizzando media differenti, dalla matita all’inchiostro, e adattandoli all’architettura della galleria.
La mostra racconta l’evoluzione del lavoro dell’artista nel tempo, i suoi mutamenti e il suo interesse per la linea, il luogo e il linguaggio. Si tratta di un racconto costruito con linee, forme e volumi che parte da Wall Drawing #241 Straight lines from the upper left corner of the wall to specified points on the wall (The specific location of the points is determined by the drafter) installato per la prima volta nel 1975 da LeWitt alla Modern Art Agency di Lucio Amelio a Napoli e si conclude con “Scribbles” Wall Drawing #1146 B Sphere Lit from the Left, un celebre lavoro con la matita nera ideato nel 2005, due anni prima della sua morte.
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