«Attraverso il basket cerco di far capire ai ragazzi che cos’è la vita». Con questa frase Antonio Petillo (classe 1959) anticipa il senso del docufilm che arriverà nelle sale «Il coach dei 2 mondi» diretto da Adriano Pantaleo (foto).
Il racconto attraversa gli oltre quarant’anni di impegno dell’allenatore, che ha dedicato la propria vita a formare generazioni di ragazzi tra Napoli e l’Africa, facendo del basket uno strumento di educazione, inclusione e cambiamento sociale: il ritratto di un uomo che ha trasformato la propria passione in una missione educativa.
In anteprima domenica 19 luglio a Giffoni Film Festival: incontro speciale con Adriano Pantaleo e lo stesso Antonio Petillo: dopo la proiezione e il dibattito con il pubblico, il coach guiderà un training camp dedicato ai giovani cestisti nell’Arena di Giffoni, trasformando il messaggio del film in un’esperienza concreta di sport, formazione e condivisione.
Spiega Pantaleo:«Seguire Antonio per cinque anni è stato per me un grande privilegio. Ho potuto attraversare, insieme a lui e ai suoi ragazzi, mondi diversi ma uniti dalla stessa lingua: quella dello sport come strumento di educazione e di crescita. Ho capito quasi subito che dietro la storia dell’allenatore che aveva portato per la prima volta Scafati in Serie A2 si celava qualcosa di molto più grande: la straordinaria storia di un uomo comune che aveva trasformato la propria passione in una missione educativa, diventando un autentico maestro di vita».
Realizzato senza contributi pubblici e frutto di oltre tre anni di lavorazione tra Napoli, Kenya e Zambia, il film è l’ultima opera cinematografica realizzata all’interno delle Vele di Scampia prima della loro demolizione. Una scelta che consegna alla memoria uno dei luoghi più iconici del Paese attraverso una narrazione diversa da quella a cui siamo stati abituati.
Il film restituisce il volto di una Scampia che troppo raramente trova spazio nel racconto pubblico: quella di chi ogni giorno costruisce comunità, relazioni e futuro attraverso l’impegno, lo sport e l’educazione.
L’idea del film nasce nel 2019 da Stefano Prestisimone, giornalista de Il Mattino, che racconta ad Adriano Pantaleo la storia diPetillo. Da quell’incontro prende forma un progetto sviluppato nel corso degli anni attraverso un lungo lavoro di ricerca e realizzazione, fino a diventare un documentario che racconta non soltanto la storia di un allenatore, ma quella di un uomo che ha fatto dell’educazione una scelta di vita.
Il documentario è prodotto da Andrea Bonelli, Francesco Di Leva e Adriano Pantaleo, con Alessia Calvani e Daniele Guarnera produttori associati. La realizzazione dell’opera è stata resa possibile grazie al supporto di Stichting Astara, Salus, Banca Etica, Codime e IKS – Italian Kit Sport, con il patrocinio della Federazione Italiana Pallacanestro (FIP), del Comune di Napoli e della Fondazione Campania Welfare (già Fondazione Banco di Napoli).

Giffoni Film Festival / The coach of two worlds: Antonio Petillo looks back on forty years as a coach in a documentary film directed by Adriano Pantaleo. In basketball, the meaning of life
‘Through basketball, I try to help young people understand what life is all about.’ With this statement, Antonio Petillo (born in 1959) sets the tone for the documentary film ‘Il coach dei 2 mondi’ (The Coach of Two Worlds), directed by Adriano Pantaleo, which is due to be released in cinemas (photo).
The film traces the coach’s more than forty years of dedication, during which he has devoted his life to training generations of young people in Naples and Africa, using basketball as a tool for education, inclusion and social change: a portrait of a man who has transformed his passion into an educational mission.
A preview screening will take place on Sunday the 19th of July at the Giffoni Film Festival: a special event with Adriano Pantaleo and Antonio Petillo himself. Following the screening and a discussion with the audience, the coach will lead a training camp for young basketball players at the Giffoni Arena, turning the film’s message into a hands-on experience of sport, training and sharing.
Pantaleo explains: “Following Antonio for five years has been a great privilege for me. Together with him and his lads, I’ve been able to experience different worlds, yet all united by the same language: that of sport as a tool for education and personal growth. I realised almost immediately that behind the story of the coach who had led Scafati to Serie A2 for the first time lay something much greater: the extraordinary story of an ordinary man who had transformed his passion into an educational mission, becoming a true mentor in life.”
Produced without public funding and the result of over three years’ work in Naples, Kenya and Zambia, the film is the last cinematic work made within the Vele di Scampia before their demolition. A choice that preserves the memory of one of the country’s most iconic places through a narrative different from the one we have become accustomed to.
The film reveals a side of Scampia that is all too rarely featured in the public narrative: that of the people who, every day, build communities, relationships and a future through commitment, sport and education.
The idea for the film originated in 2019 with Stefano Prestisimone, a journalist at *Il Mattino*, who told Adriano Pantaleo the story of Petillo. From that meeting, a project took shape, developed over the years through extensive research and production, eventually becoming a documentary that tells not only the story of a coach, but that of a man who has made education his life’s work.
The documentary is produced by Andrea Bonelli, Francesco Di Leva and Adriano Pantaleo, with Alessia Calvani and Daniele Guarnera as associate producers. The production of the film was made possible thanks to the support of Stichting Astara, Salus, Banca Etica, Codime and IKS – Italian Kit Sport, under the patronage of the Italian Basketball Federation (FIP), the City of Naples and the Campania Welfare Foundation (formerly the Banco di Napoli Foundation).







