Scrigno del tempo che fu, custode di faldoni che restituiscono le esistenze remote della città attraverso diciassette milioni di nomi, centinaia di migliaia di pagamenti e dettagliate causali, il Cartastorie, museo dell’Archivio Storico del Banco di Napoli, riapre i battenti domani, mercoledì 27 gennaio.
Non è una caso che avvenga nel giorno della memoria che commemora l’Olocausto e invita a non dimenticare mai fatti, episodi e circostanze che coinvolgono l’umanità. Fatti e cronache che gli antichi banchi pubblici napoletani restituiscono attraverso un patrimonio cartaceo accumulato nel corso di 450 anni.
Il Cartastorie (foto) sarà accessibile ai visitatori gratuitamente per i primi 15 giorni, dal martedì al venerdì dalle 10 alle 18. Come dichiara la presidente Rossella Paliotto è «un piccolo passo per tornare a godere dello straordinario patrimonio culturale della Fondazione Banco di Napoli nel rispetto delle norme di sicurezza».
Ma domani tutta la città porrà immergersi nel flusso della memoria grazie a una maratona di eventi curata dall’assessorato alla cultura e al turismo del Comune di Napoli trasmessa sulla pagina Fb.
Dalle 14 in streaming contributi brevi realizzati dai protagonisti del progetto (H)earth: le compagnie impegnate nei piccoli teatri territoriali celebrano così la data dedicata alla Shoah, orrore del Novecento .
Tra le realtà impegnate nel progetto di commemorazione, il teatro Tram con la Compagnia Altro Sguardo, la voce recitante Antonello Cossia  per un testo tratto da  “La prova” di Mirko Di Martino, riprese Angela Rosa D’Auria. E il Nuovo Teatro Sanità con la Compagnia Le Scimmi in “Se questo è un uomo”di Primo Levi. Messa in scena e interpretazione di Giuseppe Brunetti, Loris De Luna, Chiarastella Sorrentino
In anteprima nazionale alle 19 video testimonianze teatralizzate dal titolo I bambini del ghetto di Varsavia ideato e diretto da Roberto Giordano.
Tra letture teatralizzate di attori e musicisti. Ci saranno anche Suzana Glavaš, professoressa e scrittrice di origine croata, figlia di una sopravvissuta alla Shoah e Dario Dal Verme, console onorario della Repubblica di Polonia in Napoli.
Alle parti recitative si alterneranno documentari che raccontano momenti chiave di quel periodo storico, dal novembre 1940 (fine costruzione del muro del ghetto) al 5 agosto 1943 (deportazione dei bambini dell’orfanotrofio del pedagogo Janusz Korczak).
In scena: Roberto Giordano, Federica Aiello, Chiara Esposito, Mario Migliaccio, Fabio Sacco accompagnati dalle musiche di Mariano Bellopede.

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