Alighiero Noschese in tv
Alighiero Noschese in tv. In alto, l’indimenticabile imitazione di Andreotti

SECONDA PARTE
Alighiero Noschese,
il signore dalle mille voci. Sono gli anni  60/70 a consacrarlo come una vera star. Tra i suoi successi, “La voce dei padroni” (1966-67), prodotto da Garinei e Giovannini, portato trionfalmente in tournée per tutta Italia. E molte le  ospitate televisive (tra cui La trottola, 1965, e La prova del nove, 1965). Un vero protagonista, intervistato, in veste di imitatore di politici, da 7 giorni in parlamento (23 luglio 1965).
Raggiunge l’apice del trionfo nel 1967 con la sua  presenza nel programma “Alta fedeltà”  in cui per la prima volta imita politici: fino ad allora infatti le sue apparizioni televisive, diversamente da quelle teatrali, si erano limitate a cantanti e persone dello spettacolo.
Nel 1968 diviene  la voce italiana del computer Alpha 7 nel film diretto da Roger Vadim  Barbarella, commedia fantascienfica interpretata da una giovane Jane Fonda, all’epoca moglie del regista. Il film, tratto dall’omonimo fumetto di Jean-Claude Forest, viene prodotto da Dino De Laurentiis.
Nello stesso anno Alighiero  presta la voce al nostro Principe Totò nei suoi sketch televisivi girati nel 1966, quando il grande comico, ormai cieco, non era più in grado di doppiarsi. Si alterna tra teatro e radio con “Batto quattro” (1968) che conduce con Walter Chiari.
Nel 1968 arriva “Mille voci”  dedicato soprattutto a performance vocali, poi c’è “Doppia coppia” 69/70, e va in tv  con Raffaella Carrà in “Canzonissima” mentre a  “Formula 2” affianca Loretta Goggi. E nella prima metà degli anni Settanta si separa dalla moglie Edda,. E’ un periodo di cambiamenti: lascia la Rai, lavora in alcune emittenti locali, abbandona anche la massoneria di piazza del Gesù (cui era iscritto dal 1967, e a cui apparteneva anche il padre). Viene  ammesso al Grande Oriente d’Italia, dove gli viene conferito il grado di maestro.
Nel Grande Oriente emerge nel frattempo Licio Gelli, che lo coopta nella P2 (tessera 1777): a questo periodo risale l’unica dichiarazione pubblica di voto di Noschese, per il Partito socialdemocratico italiano (PSDI), in un’intervista a Tv sorrisi e canzoni. Un periodo sfortunato per il nostro grande artista.
Nel 1978, rapiscono l’onorevole Aldo Moro, l’Italia è sconvolta dal sequestro, i telespettatori seguono con apprensione i reportage, notiziari e telegiornali che ne parlano. Noschese rientra in Rai  proponendo uno spettacolo dal titolo “Ma che sera”. Forse per la questione Moro o anche per motivi sconosciuti, il varietà non va bene.
E nonostante il successo in molte pellicole cinematografiche, commedie leggere dirette da registi come Bruno Corbucci , Garinei e Giovannini, Noschese provato da esperienze negative, finisce nel tunnel della depressione , tanto da  sospendere le prove dello spettacolo  teatrale “L’inferno può attendere” insieme a Maria Rosaria Omaggio, decidendo così di ricoverarsi.
La brutta notizia arriva il 3 di dicembre del 1979. In clinica per curarsi,  Alighiero si spara un colpo di pistola alla tempia con una calibro 38 Smith & Wesson.
Nei periodi precedenti al suicidio Alighiero si rifugia spesso a San Giorgio a Cremano per meditare, ma anche per stare più tranquillo. Ed è in questa occasione che esprime la volontà di essere sepolto, alla sua morte, nella cittadina dove è nato.
La sua salma è tumulata lì, dopo due funerali, il primo a Roma presso, nella chiesa di Santa maria delle Grazie al Trionfale,  il 5 di dicembre. Il giorno dopo, nella basilica del Carmine al Mercato. Tantissimi napoletani presenti lo salutano con un interminabile commosso applauso ( anche se subito dopo giocano al lotto numeri in riferimento all’artista, ma anche perché, subito dopo la cerimonia funebre, in chiesa si sposa una signora molto anziana) ….
Un episodio di cui avrà riso e sorriso per l’ultima volta il nostro attore che sempre ci ha fatto ridere e sorridere. Non abbiamo voluto ricordare i particolari contrastanti sulla sua dipartita e della sua vita privata. Troppo è stato detto: i giornali ci hanno ricamato sopra in modo pesante. Ci piace invece sottolineare che gli sono state dedicate strade a Roma e a San Giorgio. E che  in altre città italiane viene omaggiato in premi, ricorrenze. Un artista non muore mai. Grazie, Alighiero, per le indimenticabili imitazioni che ci hai regalate.

C’ERA UNA VOLTA ALIGHIERO NOSCHESE, IL SIGNORE DAI MILLE VOLTI
PRIMA PARTE
Eduardo De Filippo imitato da Alighiero Noschese diventava una vera e propria maschera
 melodrammatica. La bravura di Noschese era quella non solo di marcare i tic, la gestualità, la voce, ma anche quella di portare  i suoi personaggi in tv con classe senza farli diventare una macchiettistica proposta televisiva.
Già, perché Alighiero Noschese era un gran signore della televisione italiana, oltre a essere eccezionale, non era mai volgare, tutti- tranne qualcuno- facevano a gara per essere imitati da lui, perché oltre la visibilità che dava a personaggi del mondo dello spettacolo, della politica, riusciva anche a offrire un decoro a uomini e donne che si affacciavano al pubblico internazionale.
Possiamo citarne alcuni: Richard Nixon, Ugo La Malfa, il democristiano Giulio Andreotti, il presidente Giovanni Leone, Maurizio Barendson, Lucio Battisti,  l’armatore Achille Lauro, il maestro Sergio Bruni, l’inidmenticabile Enrico Berlinguer, la stroia della televisione italiana Mike Bongiorno, il bellissimo Rossano Brazzi, la signorina buonasera Mariolina Cannuli, Francesco Cossiga, Amintore Fanfani, il grande regista Federico Fellini, il mitico Nunzio Filogamo, Giorgio Gaber, Jader Jacobelli, Mister Volare Domenico Modugno, il giornalista Ruggero Orlando, lo scomodo Marco Pannella, Gino Paoli, Mario Pastore, la regina della canzone Nilla Pizzi, Sandie Shaw,Orietta Berti.
Stupende le sue imitazioni a duetti come quelle di Sophia Loren insieme al marito Carlo Ponti, oppure quando si relazionava esibendosi con lo stesso  personaggio come Alberto Sordi, entrando in simbiosi perfetta. E ancora Patty Pravo, Marisa Sannia, Tito Stagno. Fimo ad arrivare al Telenoschese, parodia del telegiornale.
La storia di Alighiero Noschese è stata lastricata da grandi successi ma anche da tristi momenti bui. La famiglia di Alighiero era originaria di San Giorgio a Cremano, piccola provincia napoletana, lui nasce a Napoli il 25 di novembre 1932 , da Alberto e da Camilla Franceschelli…
Quando si dice il destino… il giovane Alighiero frequenta lla facoltà di giurisprudenza presso l’Università di Napoli  ed è allievo, tra gli altri,di Giovanni Leone, futuro presidente della Repubblica e oggetto di varie sue imitazioni.
Voleva diventare giornalista. Così comincia a collaborare con la redazione locale di Paese sera. Nel 1945 il suo debutto radiofonico , con una piccola parte in una trasmissione, negli anni cinquanta entrò come praticante nel giornale radio diretto da Vittorio Veltroni. Senza aver portato a termine il corso di studi, si cimenta in un mestiere -oggi oramai scomparso- “il rumorista” (Il rumorista non erano altro che attori che imitavano rumori e suoni  come cascate, frenate di auto, fischi di treni e tutto quello che non era la voce, diciamo che questo fù il vero primo debutto come imitatore).
In seguito entra a far parte della compagnia di rivista radiofonica della Rai di Milano nel quiz-varietà radiofonico Caccia al tesoro (1952) di Pietro Garinei e Sandro Giovannini, con la coppia Billi –  Riva, visto il successo il quiz radiofonico diventa uno spettacolo teatrale , mantenendo lo stesso titolo un varietà con spettatori in scena come concorrenti e telefonate notturne a premi, in diretta.
Noschese in questi stessi anni si alterna brevemente con le compagnie di Nuto Navarrini e di Tino Scotti. Poi in Rai fa le sue prime apparizioni con Rodeo (1955) a Gran Gala (1959-61).
Ecco la svolta: questi i primi passi verso la carriera che lo trasforma nel padre di tutti gli imitatori. Il suo talento lo porta dapprima al successo teatrale (con le tre stagioni di Scanzonatissimo, 1961-63) e quindi televisivo.
La sua innata e straordinaria abilità, il suo riconosciuto professionismo che rasentava la maniacalità dello studiare il personaggio proposto gli fa fa ottenere uno  strepitoso successo come imitatore dei cantanti più in voga; da allora, porta in teatro e  in televisione il suo essere artista conosciuto e riconosciuto dalla critica e dal grande pubblico .
Tante incursioni anche  nel cinema e tournée. Ed è in questi anni (nel 1963) che conosce, si innamora e sposa Edda De Bellis da cui avrà due splendidi figli Antonello e Chiara (futura attrice e doppiatrice).
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