“Trent’anni”, la band napoletana TheRivati lancia un nuovo singolo. Dopo aver raccontato la strage del Bataclan avvenuta a Parigi il 15 novembre 2015 e il vizio della cocaina nel brano pubblicato a fine dicembre, stavolta è la dipendenza dall’alcol il tema sviscerato dal gruppo partenopeo. Il videoclip, (disponibile su YouTube all’indirizzo http://bit.ly/NCUCDRepisodio5) fa parte della serie “Non c’è un cazzo da ridere”: progetto audio/video che, iniziato a settembre 2018, porterà all’uscita, prevista a marzo, dell’album omonimo, rigorosamente in digitale.

Nelle foto, in alto, i componenti della band; qui sopra, la copertina del singolo\ ilmondodisuk.com
Nelle foto, in alto, i componenti della band; qui sopra, la copertina del singolo

A due anni dalla pubblicazione dell’ultimo lavoro discografico (Black from Italy), i TheRivati tornano sulla scena musicale con un progetto a puntate davvero originale. Non singoli brani, ma sei videoclip che danno continuità a un discorso che già dal titolo riassume questi tempi duri: un lucido e cinico sguardo sulla realtà impreziosito da sonorità crude e distorte quasi a sottolineare la contestazione dei testi.
Partendo da un’idea filmica, la band irriverente inverte la classica tendenza che fa seguire il videoclip all’uscita del brano. In questo caso si parte dal videoclip, o meglio, è la continuità filmica del progetto il filo conduttore di un unico racconto, diviso in sei episodi, come una vera e propria mini-serie musicale scandita dai brani dell’album. La regia e la realizzazione del film è affidata ai videomakers Ired, protagonista è l’attore Francesco Arienzo nel ruolo di facchino in un motel in stile “Four Rooms”.
Dunque, anche in questo quinto episodio, fortemente autobiografico, Paolo Maccaro & Co, affrontano una problematica delicata, restando comunque fedeli al loro stile: leggero, crudo e ironico. Il pezzo racconta, infatti, i vizi e le cattive abitudini di un trentenne che trascorre le serate a ubriacarsi incurante del tempo che passa. Raffaele, protagonista della canzone, è un ragazzo di provincia che vive tra il rifiuto di invecchiare e la morale della gente del paese che lo vorrebbe già adulto.

Il frontman in versione animata\ilmondodisuk.com
Il frontman in versione animata

Il video, in perfetto stile TheRivati, si apre con il disegno animato del frontman della band sdraiato su un letto. Poi, però, Paolo Maccaro diventa di carne e ossa e rivive al contrario una tipica serata di un musicista underground napoletano, trascorsa tra canne e whiskey, cercando di mettere insieme accordi e parole. La musica che accompagna il testo è puro groove, gli strumenti dialogano e si incastrano ritmicamente. Nel ritornello, invece, si distendono per una riflessione più malinconica e melodica.
Il video è anche una critica a YouTube e alle moderne modalità di fruizione della musica. A un certo punto lo schermo si riduce e si scopre la piattaforma multimediale. La pagina scende in basso e il video sparisce per lasciare posto ai commenti degli utenti, come a sottolineare l’importanza di tutto il resto rispetto alla musica. A metà del brano poi, c’è un’altra brusca interruzione, ma questa volta anche la canzone si interrompe per fare spazio a una pubblicità degli anni ’90 di un lassativo.
Con molta autoiroina, ancora una volta, i TheRivati spostano l’attenzione dal brano alla futilità e criticano le pubblicità che distolgono l’attenzione dall’arte, come spesso accade ascoltando i brani su Spotify. Il video riparte ma solo fino al ritornello in cui salta la connessione e quindi le immagini.
La copertina del singolo (foto in alto), disponibile su tutti gli store digitali, è stata realizzata ancora una volta dall’artista Gesus Teisseyre e riprende l’immaginario della black music anni ’70, quasi a confermare il forte legame della band con il genere afroamericano.

TheRivati\ ilmondodisuk.com
TheRivati

TheRivati è un progetto musicale di inediti che nasce dall’idea di suonare un genere che unisse il groove della black music afroamericana con il cantautorato italiano e la tradizione napoletana. Attivi ormai da quasi 10 anni, sono tra le band più riconosciute e seguite in Campania per la loro originalità di sound e impatto live, caratteristiche che hanno portato consensi anche nel resto d’Italia con il tour nazionale nato dal loro ultimo lavoro “Black from Italy”, con il quale hanno vinto nel 2016 il premio San Gennaro e avuto una nomination al Premio Tenco per la categoria disco in dialetto.
Moltissimi sono i videoclip in rete ma una particolare attenzione va alla collaborazione con Clementino per la canzone Senza Pensieri (Universal) che conta più di 3.500.000 visualizzazioni su YouTube. Hanno prestato la loro musica al grande schermo nel 2013 nel cortometraggio “Sto dove sto”, nel 2014 nel film “La legge è uguale per tutti…forse”, nel 2015 nel film “Effetti in-desiderati” (regia di Claudio Insegno) e sempre nel 2015 nel film “All night long”.
Attualmente sono presenti su YouTube 5 singoli del nuovo progetto “Non c’è un cazzo da ridere”. Ogni episodio ha come protagonista un membro della band che, oltre ai due fondatori Paolo Maccaro (voce) e Marco Cassese (chitarre), è formata da: Antonio Di Costanzo (basso), Saverio Giugliano (sax tenore e dub master) e Salvatore Zannella (batteria).
In attesa del disco in uscita a marzo, è possibile ascoltare il nuovo singolo anche su Spotify cliccando sul link http://bit.ly/TRENTANNIspotify.

TheRivati
Discografia:
2008 – TheRivati (demo)
2011 – Chiù black ra’ midnight (demo)
2013 – #Black
2015 – Supported by San Gennaro Ep
2016 – Black from Italy
2019 – Non c’è un cazzo da ridere

https://www.facebook.com/TheRivati/