Lo scorso 23 marzo il Parlamento votava la legge n. 33 che delegava il Governo a emanare una serie di decreti legislativi, entro gennaio 2024, in materia di politiche a favore delle persone anziane. In tutto nove articoli che impegnavano il Governo a operare per gli anziani non autosufficienti, con atti finalizzati a promuovere programmi e percorsi integrati per contrastare l’isolamento, la marginalizzazione e l’esclusione sociale e civile.
Il successivo 3 aprile 2023, dalle stesse pagine di questo quotidiano, il sottoscritto già avanzava una serie di critiche al Governo Meloni sull’argomento, poiché emergevano, nel merito della richiamata legge, alcune criticità che non lasciavano intravedere un buon lavoro per le persone non più giovani (https://www.ilmondodisuk.com/il-dito-nellocchio-il-governo-tutela-le-persone-anziane-offre nuova-assistenza-ma-taglia-lindennita-di-accompagnamento-gia-percepita/).
A tal proposito, dei decreti che il Governo avrebbe dovuto emanare a favore degli anziani non autosufficienti non vi è traccia nella legge di bilancio per il 2024. Dopo 25 anni di attesa l’esecutivo di centrodestra “azzera” anche i suoi stessi propositi teorici decisi meno di 8 mesi fa. Gli oltre 4 milioni di anziani e le loro famiglie possono aspettare, al momento sono ignorati, invisibili per le istituzioni di questo paese.
Per quanto riguarda le politiche di sostegno all’infanzia e alle famiglie il salasso è quasi servito. Allo stato, la bozza della legge di bilancio in giro per i ministeri prevede il raddoppio dell’IVA, dal 5% al 10%, su: assorbenti, tamponi per l’igiene femminile, coppette mestruali, pannolini, latte in polvere, preparazioni per l’alimentazione dei fanciulli. L’IVA aumenterà pure per i pannolini e i seggiolini per bambini da installare nelle auto a loro protezione.
Una vera e propria fregatura per i nuovi nati, le donne e le famiglie in generale. Cade miseramente un’altra burla elettorale.
Il programma denominato “Per L’Italia” del centrodestra, a tal proposito, così recitava:
 Allineamento alla media europea della spesa pubblica per infanzia e famiglia;
 Riduzione dell’aliquota IVA sui prodotti e servizi per l’infanzia.
Pezzi consistenti e fondamentali dello Stato Sociale vengono sacrificati da questo governo, i maggiori costi dei beni di prima necessità, a causa del COVID-19 prima e delle due guerre che stiamo vivendo (conflitti russo-ucraino e israelo-palestinese), vengono “ribaltati” sulle famiglie. Non basta una forte inflazione che, ormai da almeno un anno, sta corrodendo salari e pensioni. Milioni di soggetti si ritrovano in forte affanno, rigirati e traditi dalle promesse che in politica dovrebbero essere “impegni”.
Che fine ha fatto, in tutto questo, il cosiddetto “carrello tricolore”, ovvero il trimestre anti-inflazione (ottobre-novembre-dicembre 2023), per frenare i prezzi dei beni di prima necessità?
Non solo questa è l’ultima clamorosa bugia, così come una destra “fieramente italiana” che andava predicando il taglio delle accise sulla benzina e l’abbassamento dell’IVA su alcuni prodotti infungibili (tutto totalmente disatteso), ma aumenteranno anche l’IVA su sigarette e tabacco trinciato, facendo pagare le conseguenze di tutte queste omissioni e rincari, alle varie fasce sociali, ancor più a quelle deboli, già fuori da tanto, se non da tutto.
Il tormentone che massimamente ha fatto vincere le elezioni alla Meloni oggi non avrebbe più motivi di attecchire verso nessuno. “Io sono Giorgia, sono una donna, sono una madre, sono italiana, sono cristiana”, sembra essere stato proclamato una vita fa, oltre che “spiazzante”, allora come oggi. È tempo che il presidente del Consiglio trovi nuovi slogan, quest’ultimo è già miseramente naufragato.
Foto da Pixabay

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