Queste cronache si riferiscono alla prova generale di Traviata, in scena al San Carlo dal 23 aprile. Come annunciato prima dell’inizio dell’opera verdiana, si trattava di uno “spettacolo non definitivo che potrebbe avere interruzioni”. Per questa volta, quindi, su nessun giornale appariranno recensioni se non della prova generale. Sarà vero? Sicuramente sì.
Veniamo all’opera. Si tratta di un ritorno, e di un felice ritorno. Ferzan Ozpetek, ormai legato da un forte vincolo affettivo e artistico con il teatro più antico del mondo, ha curato personalmente l’allestimento dello spettacolo per tutta la durata delle prove, anche perché si trovava a Napoli in occasione delle riprese del suo nuovo film “Napoli velata”. Il regista, recentemente coronato dal successo di “Rosso Istanbul”, ha ambientato la Traviata nel 1910 anziché nel 1847.
Ottime sono apparse le scene di Dante Ferretti e i costumi di Alessandro Lai. Sul podio, alla guida di coro e orchestra, c’era un diligente Renato Palumbo, direttore di origine veneta atteso al San Carlo dal 2004, quando diresse Gustavo III di Verdi per la regia di Ruggero Cappuccio. La sua direzione ruota sui cardini del rispetto rigoroso, ma non pedissequo, della partitura. Felice debutto per Mariangela Sicilia, soprano di Cosenza nel ruolo di Violetta. Durante la prova non ha brillato per intonazione e per resa vocale Giorgio Berrugi, che interpretava Alfredo Germont.
È evidente che la recensione di una prova non può dire altro ai nostri lettori, che però hanno la certezza che le prossime recite, fino al 5 maggio, prevedono il tutto esaurito. Un risultato di grande importanza, sicuramente, per un teatro che continua ad attirare un numero crescente di spettatori. Che dire? Se continua di questo passo, l’accesso alla stampa sarà sbarrato anche alle prove? Chissà…
In foto, una scena dello spettacolo
Per saperne di più
http://www.teatrosancarlo.it/

 

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