Da discarica abusiva a treno dei desideri. Sta prendendo forma e colore il murale dell’artista napoletano Antonio Conte su quel ponte che fino a poco tempo fa sovrastava uno sversatoio, in pieno centro cittadino.
In via Filippo Maria Briganti, sotto quel tratto della ferrovia Alifana (direzione Santa Maria Capua Vetere), all’altezza di Piazza Carlo III, attiva dal 30 marzo del 1913 fino a metà degli anni ’70, tutti gettavano rifiuti di ogni tipo fino a poco tempo fa. Trasformando il marciapiede che porta all’Ospedale don Bosco in una gigantesca tana di topi e scarafaggi. Un pericolo per la salute degli abitanti della zona. Da domani, 31 dicembre, sarà un angolo illuminato di Napoli grazie all’Eav (ente autonomo Volturno).
Tutto comincia dall’indignazione dell’avvocata e consigliera della terza municipalità di Napoli, Debora Piemontese, che avvia una campagna porta a porta con volantini per sensibilizzare i residenti a non accumulare più spazzatura in quell’angolo ormai abbandonato.
Coinvolto l’intero quartiere che ha preso coscienza di quanto sia importante tenere pulita quell’area, si è pensato poi di creare un’emozione che possa tenere alta la bandiera del rispetto ambientale.

E qui entra in gioco Antonio Conte che da ieri sta realizzando il murale per questa nuova alba del ponte: «L’idea- spiega l’autore- è quella di farci ispirare dal nostro passato, da quello che siamo stati, per dirci quello che potremmo essere in futuro. Unire la nostra storia con la storia dei nostri figli. Un progetto che ci aiuti a capire che il futuro è quello che possiamo realizzare noi tutti i giorni nel nostro presente».
Antonio nel quartiere ci è cresciuto: «Per me via Filippo Maria Briganti è sempre stata la strada che mi accompagnava all’aeroporto. Una strada, un percorso verso altri mondi da scoprire e bigliettino da visita per la città, per i turisti che venivano da fuori. E’ la strada che porta fuori Napoli ed è la strada dove passava il nostro treno, uno dei primi del 900».

Qui sopra, Antonio Conte con Debora Piemontese (a destra) e Annamaria Nappa, una volontaria impegnata
nel progetto di riqualifica. Nelle altre foto, il ponte, l’artista e la bozza del murale


Adesso, dopo lo sforzo collettivo per restituirle dignità, arriva il momento della bellezza che tutti possono ammirare: «L’opera si estenderà su tutto il muro, sviluppata in lunghezza: dipingerò il treno della ferrovia alifana che passava per la città. Simbolo di tutto ciò che siamo stati, la nostra memoria storica. In alto, svolazzeranno aerei, metafora del futuro cui stiamo andando incontro. E tra il passato e il futuro c’è il presente. Napoli, la nostra città con la sua tradizione e i suoi monumenti. Prendo spunto dal panorama di New York. Napoli come la grande mela. Non abbiamo niente da invidiare e desiderare, niente di meno, siamo capitale del mondo con tutte le nostre contraddizioni. Dobbiamo solo prenderne coscienza»..
E la corsa alla riqualificazione che ha coinvolto tutti gli abitanti dimostra quanto i napoletani siano tenaci e disciplinati. Basta che si rendano conto delle loro potenzialità, di quello che realmente sono. Cittadini di alta qualità.



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