È online il videoclip di Canto dei soli, nuovo singolo estratto da “Ce Sta sempe Na Via”, l’album solista di Roberto Colella uscito a maggio per l’etichetta Full Heads. L’album è entrato nella cinquina delle Targhe Tenco 2026 come miglior album in dialetto.
“Canto dei soli” è una canzone che affronta il tema degli ultimi, degli emarginati e dei nuovi schiavi del nostro tempo, con particolare attenzione ai migranti e ai lavoratori sfruttati.
Lui stesso dice: «Esistono forme di oppressione e schiavitù invisibili, nascoste nelle cose più semplici, sotto gli occhi di tutti. Canto dei ‘soli’ affinché gli sia restituita la dignità di essere umani e il diritto ad essere felici».
Il titolo gioca su un doppio significato: non è il “canto del sole”, ma il canto di chi è solo, di chi vive ai margini della società. La canzone dà voce a persone spesso invisibili, costrette a lasciare la propria terra, a lavorare in condizioni disumane o a vivere nella precarietà.
In uno dei suoi ultimi concerti, Colella ha raccontato che l’ispirazione nacque da un incontro casuale in spiaggia con un venditore ambulante. L’uomo, esausto, gli offrì un coprimaterasso dicendo: «Fratè, pigliatelo, te lo regalo, dammi solo un po’ d’acqua». Quel momento colpì profondamente Roberto e diventò il punto di partenza per raccontare la condizione di chi è costretto a sopravvivere nell’indifferenza generale.
Il brano richiama gli spiritual afroamericani e li trasporta nel Mediterraneo: le piantagioni di cotone diventano i cantieri, i campi agricoli e le spiagge dove oggi lavorano e approdano i “nuovi schiavi”. Il messaggio è una denuncia sociale contro lo sfruttamento e l’emarginazione; un invito a riconoscere la dignità di chi viene ignorato; un canto di solidarietà verso chi vive nella solitudine e viene escluso.
“Canto dei soli” è una delle canzoni che meglio rappresenta la poetica di Roberto Colella perché racchiude una delle caratteristiche più profonde del suo modo di intendere la musica ed esprime una visione della canzone come atto di responsabilità civile oltre che artistica. Colella dimostra che la musica può essere un mezzo per raccontare il mondo, accendere riflessioni e dare voce a chi spesso resta inascoltato, trasformando le emozioni individuali in un patrimonio condiviso di umanità.

Guarda il videoclip su YouTube
 https://www.youtube.com/watch?v=dTu5nKTIEs4

Foto backstage di Maddalena Parascandolo

The single/ “Canto dei soli”: Roberto Colella’s music video is online. He gives voice to (often) invisible people

The music video for “Canto dei soli,” the new single from “Ce sta sempe Na Via,” Roberto Colella’s solo album released in May on the Full Heads label, is online. The album was among the top five in the 2026 Targhe Tenco Awards for best album in dialect.
“Canto dei soli” is a song that faces the theme of the least fortunate, the marginalized, and the new slaves of our time, with particular attention to migrants and exploited workers.
He himself says: “There are invisible forms of oppression and slavery, hidden in the simplest things, before everyone’s eyes. I sing of the ‘alone’ so that they may be restored to their dignity as human beings and the right to be happy.”
The title plays on a double meaning: it is not the “song of the sun,” but the song of those who are alone, those who live on the margins of society. The song gives voice to people who are often invisible, forced to leave their homeland, to work in inhumane conditions, or to live in precarious conditions.
In one of his last concerts, Colella said that his inspiration came from a chance meeting on the beach with a street vendor. The exhausted man offered him a mattress cover, saying, “Brother, take it, I’ll give it to you, just give me some water.” That moment deeply affected Roberto and became the starting point for his narrative of the plight of those forced to survive amidst widespread indifference.
The song recalls African-American spirituals and transports them to the Mediterranean: cotton plantations become construction sites, agricultural fields, and beaches where today’s “new slaves” work and land. The message is a social denunciation of exploitation and marginalization; a call to recognize the dignity of those who are ignored; a song of solidarity towards those who live in solitude and are excluded.
“Canto dei soli” is one of the songs that best represents Roberto Colella’s poetics because it embodies one of the most profound aspects of his approach to music and expresses a vision of song as an act of civic as well as artistic responsibility.
Colella demonstrates that music can be a means to tell the world, spark reflection, and give voice to those who often go unheard, transforming individual emotions into a shared human heritage.

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Nata a Napoli nel 1987. Laureata dapprima in “Mediazione Linguistica e Culturale” (inglese e arabo), e successivamente in “Scienze delle Lingue, Storia e Culture del Mediterraneo e dei Paesi Islamici”, con specializzazione in lingua araba, presso L’Università degli Studi di Napoli “L’Orientale”. Ha conseguito il Master di II livello in “Didattica dell’italiano L2”, il quale le ha permesso di lavorare in contesti multiculturali. Oggi è docente di lingua inglese. Da sempre amante della cultura, del sapere, dei viaggi, della vita e del mondo. Iscritta all’albo dei giornalisti. Scrive per passione e per professione.

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