La pandemia ha reso evidente una modalità di lavoro che alcune/i hanno adottato da tempo come strategia vincente: fare rete. Lavorare in squadra condividendo idee, progetti e attività per creare sinergie e promuovere l’economia e il territorio è la strada da seguire. Su questa strada si sono incamminati, in febbraio, sessanta ristoratori di Massa Lubrense, uno dei sei comuni della penisola sorrentina. Al presidente Francesco Gargiulo abbiamo chiesto quali sono gli obiettivi che l’associazione si prefigge.
Lei è un ristoratore di quarta generazione, in questo settore ci è cresciuto, cosa è scattato che l’ha spinta a farsi promotore di una iniziativa per mettere in rete gli imprenditori del settore sul territorio, perché proprio adesso?
Nella ristorazione c’è sempre stata concorrenza e competizione, ognuno propone la propria interpretazione della tradizione enogastronomica del territorio. Massa Lubrense è un luogo dove il mare e la terra si incontrano offrendo panorami mozzafiato, bellezze paesaggistiche, storia, arte, mito e una molteplicità di materie prime di altissima qualità, dal pesce all’arte casearia con il fior di latte, il provolone del Monaco e gli altri formaggi, i prodotti dell’orto con le varietà autoctone del pomodoro da insalata e le pere limoncelle, il vino e l’olio DOP Penisola sorrentina, il nostro comune è città dell’olio. Abbiamo una ricchezza da valorizzare e far conoscere nel migliore dei modi possibili rispettando la vocazione del territorio e la professionalità di ognuno, tutti possiamo – e dobbiamo – contribuire alla crescita e lo sviluppo. Per farlo bisognava mettersi insieme, lo abbiamo fatto adesso perché la pandemia ci ha insegnato – e chiunque dovrebbe far tesoro di questa lezione – che il mondo, le abitudini e il modo di lavorare sono cambiati e il cambiamento non riguarderà soltanto il periodo dell’emergenza ma rimarrà anche quando questa sarà superata, gli scenari sono mutati in via permanente, indietro non si torna. Nulla sarà più come è stato, bisogna pensare a un nuovo modo di organizzare l’accoglienza e la ristorazione, se prima si poteva lavorare contando ognuno sulle proprie forze adesso non basta più. Ora bisogna lavorare in squadra. La nostra è una esperienza unica in penisola sorrentina.

Quali sono le iniziative che avete in cantiere?
La prima è dettata dalla messa in sicurezza di noi operatori e dei clienti, abbiamo  contattato altre realtà ristorative della penisola sorrentina per raggiungere una massa critica utile a organizzare la stessa campagna vaccinale messa in campo da Federalberghi, appena i vaccini saranno disponibili nella quantità necessaria dovremo somministrarli a tutti gli operatori del settore. Contemporaneamente ci siamo attivati contattando la Facoltà di Architettura dell’Università Federico II per avviare un progetto di recupero e sviluppo urbanistico: il recupero di borghi, la creazione di percorsi paesaggistici e la valorizzazione della sentieristica. I turisti, soprattutto gli stranieri, amano fare trekking e da noi non c’è che l’imbarazzo della scelta: Punta Campanella con la riserva naturale della Baia di Jeranto, il fiordo di Crapolla, Santa Maria dell’Annunziata, Marina della Lobra solo per ricordarne qualcuno. Vogliamo lavorare per dare quel tocco di classe nell’ospitalità che significa compiere un salto di qualità. Abbiamo progetti ambiziosi e bellicosi.
Bellicosi, perché?
L’associazione è nata per difendere e tutelare le nostre imprese, abbiamo rispettato tutte le normative in materia di sicurezza della salute pubblica: divisori in plexiglass, distanziamento dei tavoli, sanificazione, rilevamento della temperatura e dei recapiti dei clienti, protocolli rigidissimi in cucina e in sala. Adesso dobbiamo lavorare! Dobbiamo riaprire! Non siamo untori.
Come vi siete organizzati per la riapertura?
Useremo tutti gli spazi disponibili all’aperto e stiamo pensando anche a un orario a tempo pieno dalle 12,00 alle 21,00 abolendo la pausa pomeridiana, immaginiamo anche un brunch dolce e salato verso le 10,30. Non sarà facile perché gli italiani, soprattutto i napoletani, sono abituati a cenare tardi in estate e la chiusura con il coprifuoco limita moltissimo, speriamo in un allungamento dell’orario di apertura almeno fino alle 23,00, non dimentichiamo che quando i clienti vanno via nella ristorazione c’è ancora tanto da fare.
Chi è impegnato nel vostro settore trascorre la maggior parte del proprio tempo nel luogo di lavoro, come avete vissuto questo allontanamento?
È stata dura, la nostra vita si divide tra i contatti con i fornitori, la continua ricerca e selezione delle proposte di menù e della carta dei vini, l’impegno in cucina e in sala. La relazione con i clienti si consolida nel tempo, conosciamo i loro gusti, le abitudini e le preferenze, l’accoglienza è il lavoro che abbiamo scelto di fare con passione e l’aver perso all’improvviso – e per così lungo tempo – questo contatto è stata, psicologicamente, una prova non facile.
Che progetti avete sul medio periodo?
Stiamo pensando a una card in cui i clienti potranno trovare tutti gli aderenti all’associazione e all’organizzazione di manifestazioni nazionali per la promozione dell’enogastronomia locale, bisogna lavorare al rilancio, abbiamo davanti una strada in salita e il modo giusto per affrontarla è percorrerla creando opportunità. La professionalità, l’esperienza e le peculiarità del nostro territorio sono i fattori chiave su cui costruire una strategia per uscire dalla crisi.
All’interno dell’associazione avete pensato a favorire un confronto generazionale?
Sì, ritengo sia molto importante avviare un dialogo costruttivo tra giovani e meno giovani per far circolare idee, conoscenze e discutere di cosa poter fare insieme.
Avete riaperto?
Da lunedì 26 aprile e vi aspettiamo, abbiamo un territorio bellissimo da farvi scoprire, ce la metteremo tutta per farvene innamorare.
©Riproduzione riservata 
Nelle foto, al centro, terra e mare s’incontrano in un panorama mozzafiato
tra Penisola sorrentina e Capri. In alto, l’associazione
dei ristoratori di Massa Lubrense
Per saperne di più
https://www.facebook.com/AssoLubrensi

LA PRIMA PIETRA
L’intervista a Francesco Gargiulo fa parte del ciclo di dirette facebook ideato dalla presidente dell’associazione EnterprisinGirls Francesca Vitelli con il titolo La prima pietra. Costruttrici e costruttori di reti. Venerdì 30 aprile, alle 19, la prossima su “Cultura e territorio: un patto tra generazioni”. Francesca Vitelli dialoga con Laura Colantonio, progettista e coordinatrice del Patto educante di comunità Olimpiadi dei saperi positivi.

RISPONDI