«La macchina fotografica è uno strumento semplice, anche il più stupido può usarla, la sfida consiste nel creare attraverso di essa quella combinazione tra verità e bellezza chiamata arte. E’ una ricerca soprattutto spirituale. Cerco verità e bellezza nella trasparenza d’una foglia d’autunno, nella forma perfetta di una chiocciola sulla spiaggia, nella curva d’una schiena femminile, nella consistenza d’un vecchio tronco d’albero e anche in altre sfuggenti forme della realtà». Così la scrittrice cilena Isabel Allende chiarisce nel romanzo “Ritratto in seppia” la funzione artistica dell’obiettivo capace di trasformare un attimo in eternità narrativa.
E alla forza narrante dell’immagine combinata con le parole ci riconduce il ciclo di incontri dal titolo “Letture” organizzato all’Istituto italiano per gli studi filosofici (in via Monte di Dio, 14- Napoli)  dal 24 gennaio al 26 novembre, nell’ambito del progetto “Mediterraneo: fotografie tra terre e mare” organizzato da “Lo Cunto” associazione di promozione sociale.
Si comincia venerdì alle 17: appuntamento con l’autrice Anna Marchitelli che parlerà del suo libro Tredici Canti (in allegato la scheda del libro), le fotografe Lucia Patalano e Giovanna Bile,  il giornalista Francesco Bellofatto.
Tra i protagonisti dell’iniziativa  Marco Perillo con le sue memorie della città, accompagnato dal fotografo Sergio Siano, l’immaginario sud-americano della fotografa Natalia Saurin, le riflessioni sulla luce e il movimento del milanese Pio Tarantini, le forme statuarie dei musei europei dell’emiliano Bruno Cattani.
Partner,  la rappresentanza in Italia della Commissione Europea, l’Unimed-Unione delle università del Mediterraneo, l’ordine nazionale dei giornalisti e l’associazione EnterprisinGirls.
A proposito del primo incontro, il pubblico si confronterà, tra gli altri, con Anna Marchitelli che si è immersa nell’archivio dell’ospedale psichiatrico Leonardo Bianchi (foto) di Napoli in Calata Capodichino e ha preso spunto letterario da tredici cartelle di pazienti celebri, come il matematico Renato Caccioppoli, il primo pentito di camorra Gennaro Abbatemaggio, l’anarchica Clotilde Peani e il giovane ribelle Emilio Caporali, e meno celebri, come l’avvocato Virginio Mogliazza, morto poco più che trentenne dopo aver bevuto vino.
Per saperne di più
http://www.mediterraneofotografia.eu/
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