Facciamo un salto indietro nel tempo con un tour che propone 3 fra i più bei castelli di Napoli, partendo dalla collina del Vomero e arrivando fin giù al mare: Castel Sant’Elmo, Castel Nuovo (Maschio angioino) e Castel dell’Ovo.
Sullo slargo di San Martino domina la fortezza di Castel Sant’Elmo, il cui nome risale a Sant’Erasmo di Formia detto anche Sant’Elmo e a cui era dedicato un monastero presente a Napoli. Una prima torre sorgeva già sotto gli Angioini ma l’aspetto che conosciamo oggi si deve prima a Carlo V e poi a Don Pedro de Toledo, che lo rifece totalmente durante il ‘500.
All’interno, gli enormi spazi vuoti rendono bene l’idea dell’imponenza, con il tufo a vista e le aperture strategiche da cui il panorama è mozzafiato. A guardare un’immagine dall’alto, si nota subito la pianta a 6 punte che lo distingue da tutte le altre costruzioni nel mondo. Molti sono i misteri dietro questa scelta strutturale: il castello manca dei tipici torrioni di sorveglianza e la simbologia antichissima riconduce alla Stella di Davide della religione ebraica. Ma in realtà si ritrova anche nei simboli massonici, in quelli alchemici che rappresentano l’armonia universale o ancora in quelli caratterizzanti Lucifero.
Di sicuro il mistero non è stato a tutt’oggi risolto. Da qui, che è il punto più alto della collina, iniziamo a scendere verso uno dei crocevia turistici principali: Piazza Municipio. Possiamo spostarci con la metro 1, la Funicolare Centrale oppure per i più atletici anche a piedi, approfittando di due delle tante scale panoramiche che attraversano la città cioè la Pedamentina o il Petraio.
Una volta in piazza, ci troviamo di fronte ad uno dei simboli più riconosciuti della città, il Castel Nuovo. La denominazine “Maschio”(a cui soprattutto i cittadini napoletani sono affezionati) vuol dire “torrione” o “torre principale” e risale all’epoca Angioina, quando Carlo I volle una reggia fortificata nei pressi del mare. In epoca Aragonese fu sottoposto a radicali opere di rifacimento e chiamato Castel Nuovo.

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Per elencare i tesori visitabili al suo interno ci vorrebbe un articolo a parte ma c’è da dire che la bellezza d’ insieme della costruzione si apprezza senza ombra di dubbio dal mare. Infatti arrivando lentamente verso la costa per poi sbarcare al Molo Beverello, si capisce la posizione strategica e si ha un bellissimo colpo d’occhio tra la piazza antistante e la collina del Vomero alle spalle.
E sulla scia del mare proseguiamo per andare a vedere dove si è spiaggiata la sirena Partenope. Anche qui abbiamo due alternative: imboccare verso Palazzo Reale e poi superare Piazza del Plebiscito oppure passeggiare su Via Acton, costeggiando i riqualificati Giardini del Molosiglio e proseguendo verso il lungomare Caracciolo.
Subito da lontano si ammira il profilo di Castel dell’Ovo, leggendario già nel nome. Tipicamente in tufo giallo, si dice che sin dalla notte dei tempi custodisca un uovo nelle sue segrete, dalla cui fragiltà dipendono le sorti dell’intero Golfo. E che proprio su questo isolotto chiamato Megaride, sia venuta a morire d’amore la Sirena, adorata e custodita dai primi abitanti.
Punto di vista ottimale per godere di tutte le sfumature del mare, il castello è circondato dal Borgo Marinari, caratteristico angolo in cui non si può non sostare tra i bar per un aperitivo proprio a ridosso dell’imbarcazioni o tra i vari ristoranti che propongono la tipica cucina a base di pesce. A questo proposito, consigliatissima una tappa nel piccolo “O’tabbaccaro” per uno spaghetto alle vongole senza paragoni.
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Le immagini sono di Valentina Guerra

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