Desiderate immergervi nella Storia, ammirandone il panorama, visitandone le architetture, toccandone le tracce, annusandone gli odori, gustandone i sapori? Potrete farlo da domani al Museo Archeologico di Napoli visitando il percorso espositivo dedicato a un popolo di pastori e guerrieri  che viveva, nel terzo millennio avanti Cristo, nella zona settentrionale del fiume Tigri, in un territorio poco fertile (attuale Iraq), dalle violente inondazioni. Tra
Gli Assiri all’ombra del Vesuvio è la mostra che si inaugura oggi alle 17.30  e resterà allestita  fino  16 settembre. Un progetto scientifico, promosso dal Museo diretto da GIulierini e dall’Università degli Studi di Napoli “L’Orientale”, che propone oltre quarantacinque reperti, provenienti, tra l’altro, da British Museum, Ashmolean Museum, Musei Vaticani, Museo Barracco, Musei Civici di Como e Musei Reali di Torino: fulcro dell’allestimento, i calchi ottocenteschi, appartenenti alle collezioni del Mann, invisibili per anni.
I calchi furono realizzati da Domenico Brucciani per riprodurre i rilievi neoassiri, rinvenuti nei palazzi di Assurnasirpal II (883-859 a.C.) a Nimrud e di Assurbanipal (668-630 a.C.) a Ninive, e conservati oggi nell’Assyrian Basement del British Museum di Londra.
L’esposizione si snoda in un percorso circolare in tre sale (dalla 90 alla 93, in prossimità della Meridiana) dove potrete scoprire i tre palazzi che furono il centro del potere e della cultura degli Assiri: si parte dalla ricostruzione del palazzo di Nimrud, dove erano collocati i rilievi originari di cui  si presentano i calchi; poi vedrete Ninive tra imperialismo e guerra contro gli Arabi e contro l’Elam; infine, arriverete nel palazzo di Korsabad, dove viene presentata la testa di Sargon II, proveniente dai Musei Reali di Torino.


Le riproduzioni delle grandi lastre in calcare giunsero al Museo Archeologico Nazionale grazie al dono del controverso esperto d’arte Alessandro Castellani che  ebbe il merito di comprare i calchi e di affidarli all’istituto allora diretto da Giuseppe Fiorelli.
Ma anche l’archeologo inglese Henry Austin Layard offrì al Museo un frammento di rilievo assiro e alcuni pregevoli libri, riproposti in questa ocacsione per inquadrare le tappe più importanti della scoperta dell’Assiria. Accanto a un ritratto di Lady Layard affacciata sul Canal Grande, a documenti e litografie che ripropongono le sue campagne di scavo: un touch screen  vi permetterà di sfogliare, leggere e ingrandire le pagine do quei testi.
A guidarvi nel vostro viaggio totale, dove potrete gustare anche i pacchetti di liquirizia dell’azienda Amarelli (la pianta erbacea veniva usata dagli Assiri a scopi terapeutici), saranno, con un costo aggiuntivo di 5 euro, occhiali multimediali dotati di lenti trasparenti basati su ricostruzioni  e animazioni in 3D. Una specie di navigatore culturale che vi consentirà di individuare i punti d’interesse e le relative informazioni aumentate: testi, immagini, audio, video. Passando anche tra i profumi di un giardino assiro, ricreati da diffusori di fragranze.
L’esposizione è stata realizzata con il contributo della Regione Campania (POC Campania 2014-2020) e dell’Ismeo (Associazione Internazionale di Studi sul Mediterraneo e l’Oriente).
E da metà luglio potrete acquistare  il Tic (Ticket Integrato Campania) con grafica personalizzata Assiri:  una volta validato, vi consentirà lo sconto di 2 euro in biglietteria per visitare l’esposizione e il Museo, tuffandovi nel passato.
Per saperne di più
https://www.museoarcheologiconapoli.it/it/
In foto, alcuni scorci suggestivi della mostra (ph Giorgio Albano)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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