Paesaggi… immaginari. E’ la collettiva promossa dalla città metropolitana di Napoli alla Reggia borbonica di Portici (Via Università 100 ) su un progetto di Giovanni Mangiacapra per l’Associazione Connessioni Culture Contemporanee. L’esposizione, crata da Marina Zatta e Giovanni Cardone,  si inaugura venerdì 22 marzo alle 17 e potrà essere visitata fino al 3 maggio.
All’evento di apertura interverranno: Elena Coccia, Giovanni Cardone, Giovanni Mangiacapra. Momento Musicale del Conservatorio San Pietro a Majella con Federica Chello, violino e Monia Massa, violoncello.
Il paesaggio può essere una visione, un irresistibile desiderio di esprimere i propri sentimenti, rendendo eterno l’attimo nell’opera e trasformandolo in poesia dei colori che si nutrono di mondo e di meraviglia e meraviglia, nello spazio dell’anima.
Ecco gli artisti che lo proporranno, come memoria dello sguardo,  tra tecniche diverse e stili variegati: Andrea Angeletti, Ariela Böhm, Mariangela Calabrese, Giancarlo Ciccozzi, Diana D’Ambrosio, Luigi Di Sarno, Rossella Liccione, Giovanni Mangiacapra, Stefania Marino, Tiziana Mastropasqua, Michele Mautone, Sanja Milenkovic, Miro Gabriele, Leonardo Pappone, Elisabetta Piu, Simona Sarti, Angela Scappaticci, Pasquale Simonetti, Sergio Spataro, Lisa Stefani, Stefania Vassura.
Nella foto, proponiamo City 4.0,  il dipinto di Leonardo Pappone, artista campano che vive a Campobasso).  La densità della materia cromatica utilizzata evoca un paesaggio urbano  di  cementificazioni scomposte , un caos che si sviluppa in un dinamismo verticale. Orizzonte sempre più multiculturale e globalizzante, fonte di disagio o vertigine per chi osserva.
La Reggia di Portici, che accoglie le opere, è  tra i più splendidi esempi in Europa di residenza estiva della famiglia reale borbonica e della sua corte. Alle pendici del Vesuvio ha un bosco superiore ed uno a valle, esteso fino al mare. Fu costruita nel 1738 per volere del re di Napoli, Carlo di Borbone, e della moglie, Amalia di Sassonia. Lavorarono alla sua realizzazione ingegneri, architetti e decoratori, da Giovanni Antonio Medrano ad Antonio Canevari, da Luigi Vanvitelli a Ferdinando Fuga; nella decorazione degli interni furono impegnati Giuseppe Canart, Giuseppe Bonito e Vincenzo Re, per il parco e i giardini Francesco Geri.
 I reperti provenienti dalle città sepolte di Ercolano e Pompei e ben presto formarono una delle raccolte più famose al mondo e diedero vita all’Herculanense Museum, inaugurato nel 1758, successivamente le collezioni di archeologia furono trasferite a Napoli e costituirono il nucleo dell’attuale Museo Archeologico Nazionale.
Nella reggia convivono l’anima archeologica e l’anima scientifica. Il parco, a monte e a valle, conserva spazi di flora mediterranea, coltivi, vivai di specie pregiate di grande interesse per gli studiosi e un’affascinante immersione nella natura.

 

Dal 22 marzo al 3 maggio 2019
Inaugurazione Venerdì 22 marzo ore 17.00
Orari per i visitatori giovedì : 15 – 18:30, venerdì 9,30- 18:3, sabato: 9,30- 18:30 , domenica: 9:30