Castel dell’Ovo, dal 6 al 18 luglio, ospiterà la mostra di arte contemporanea Identikit, a cura di Marisa Lepore, con le opere di Carlo Ravaioli. L’artista romagnolo, dal 2004, intraprende una ricerca sull’identità al femminile dove realtà, desiderio e tecnologia diventano gli elementi di un percorso artistico per un viaggio iperreale, luogo di coniugazione tra la pittura e la materia sociologica.
Le opere in mostra sono specchio di una società multimediale, dove reale e virtuale si intersecano in rimandi continui tra essere e apparire, tra occorrenza e sogno, tra vita e gioco, tra identità reali e fittizie che agiscono in una realtà altra, modellabile e rimodellabile a piacimento. La scelta di ritratti al femminile sicuramente non può celare il portato di ambiguità sotteso all’immagine virtuale.
Scrive l’artista a proposito: «Ho incontrato persone senza averle mai viste, senza conoscere il loro aspetto fisico. Ci siamo scambiati frasi e immagini di soli pixel. Abbiamo anche cercato di guardarci dentro attraverso le sfumature delle parole e…. ci siamo immaginati. Poi ho pensato di inventare il loro ritratto come se le avessi incontrate veramente».

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Qui sopra, le donne di Ravaioli. In alto, l’artista


Il processo immaginario innescato dall’artista allude all’identikit, strategia investigativa usata per la ricomposizione dell’immagine di qualcuno, attraverso particolari più o meno attendibili, perché basati sul ricordo e sulla fievolezza della memoria, e fissati nella mente per riferirli ad una persona reale. E Carlo Ravaioli dichiarando il suo processo creativo, scrive ancora:  «Ho iniziato a usare la stessa tecnica per materializzare i ricordi, fotografare i sogni e dare un corpo alle voci senza volto».
L’identità dei ritratti si veste, allora, di ambiguità, perché questi non sono solo traduzioni di volti, gesti, sguardi, ma divengono umanizzazioni di sensazioni, ricordi, emozioni, di “pixel” a cui è stata concessa vita reale con la trasposizione cristallizzata nell’opera d’arte.
In mostra 14 ritratti femminili, iperrealistici, realizzati con gesso, grafite e tracce di colori acrilici su tavola di legno, con taglio a piano americano, a dimensione reale su fondo scuro e costruzione dell’immagine in apparizione, con la tecnica del levare in più fasi, a cui si aggiunge il tratto chiaro/scuro della grafite, che conferisce la sensazione di una pittura graffiata e volutamente contaminata, “sporcata”.
Identikit è realizzata dall’associazione napoletana Giano Bifronte in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli, in partenariato con l’Università degli Studi di Napoli Federico II – Dipartimento di Scienze Sociali e con l’Accademia di Belle Arti di Napoli. Il testo critico è di Luigi Caramiello, docente di sociologia dell’arte e della letteratura dell’Università Federico II di Napoli che sarà presente al vernissage. Ingresso libero.

Orari
Feriali: ore 10.00 – 13.00 (ultimo accesso ore 12.30)
ore 16.00 – 19.00 (ultimo accesso ore 18.30)
Festivi e domenica ore 10.00 – 13.00 (ultimo accesso ore 12.30)
Per saperne di più
www.comune.napoli.it
www.ravaioli.com

 

 

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