Qui sopra, un'immagine di Cristina Cusani. In alto, una foto di Chiara
Qui sopra, un’immagine di Cristina Cusani. In alto, una foto di Chiara Arturo

La fotografia, protagonista a Forio d’Ischia. Nello sguardo di due giovani talenti: Chiara Arturo e Cristina Cusani che, nei giardini Ravino ( via Provinciale Panza 140b), propongono la mostra Attraverso il giardino. Due riflessioni naturali, curata da Marcello De Masi. Potrete visitarla fino al 31 agosto, lunedì, mercoledì, venerdì, sabato e domenica, dalle 9 al tramonto.
Al centro delle immagini, il concetto dell’attraversamento e del confine/soglia, come specifica il giovane curatore napoletano, trapiantato a Parigi, anche lui trentenne, come le autrici. «Se è vero che il giardino, ovunque nel mondo, significa al contempo il recinto e il paradiso, è proprio attraverso le sue soglie che inizia la ricerca delle due autrici. Che sia confine, limite, divisione o frontiera, il passaggio viene rimesso in discussione: mostra le sue fragilità, le sue ambiguità, viene spezzato, oltrepassato, eppure c’è, resta quasi necessario, anzi chiama l’attenzione, interroga per chiedere una reazione, un intervento, nel tempo: a volte anche lui cerca la sua pace, il suo silenzio. Necessita di una cura…».
Ischitana, classe 1984, Chiara Arturo, che si divide tra Napoli e Vicenza, esplora l’universo fotografico già ai tempi dell’università, quando frequenta la facoltà di architettura e si concentra soprattutto sul paesaggio. Nel 2012 entra in nel Laboratorio Irregolare (Lab) di Antonio Biasiucci, masterclass in ricerca personale che cambierà radicalmente il suo approccio alla fotografia. Partecipa a importanti rassegne artistiche e dal 2017 è rappresentata dalla Galleria Heillandi di Lugano.
La sua ricerca personale, che parte da un procedimento introspettivo,  è incentrata sull’acqua e  su un’idea di isola, sul sentimento degli spazi, sulla memorizzazione, sul modo in cui percezione e archiviazione influenzano la creazione dell’immaginario.
Tra Roma e Partenope, invece,  vive  Cristina Cusani che ha la stessa età di Chiara, ma una laurea in scienze della comunicazione. Anche lei  segue il Lab di Biasiucci che ha prodotto le itineranti Epifanie, esposte anche durante la XIII edizione del Fotografia – Festival Internazionale di Roma e al SIFest di Savignano sul Rubicone. Numerosi i riconoscimenti ottenuti.
Cristina muove dall’esistere, dal far parte dell’umanità. Nelle sue opere, poetiche e evocative,  la finzione e la realtà s’incontrano, i significati cambiano, il passato e il presente diventano una cosa sola. Instancabile  sperimentatrice,  va oltre il mezzo utilizzato e punta alla progettazione  di opere/installazioni site-specific.