Ci arriverà a Napoli. E’ il suo più grande  desiderio. Da quando era un giovane artista sbarcato a New York nel  1981 grazie a una borsa di studio. Adesso propone per la prima volta le proprie opere a Roma, ospite del St Stephen’s Cultural Center, con la mostra dal titolo This is not you, prima di raggiungere il cratere addormentato del Vesuvio, che,  con la sua visione minacciosa di gigante addormentato ma pronto a svegliarsi all’improvviso, lo affascina da anni.

Roma| ilomdodisuk.com
Qui sopra e in alto, opere dell’artista proposte al St Stephen’s Cultural Center

Nato a Hückeswagen in GermaniaGregor Cürten, partendo da una  formazione all’Accademia di Belle arti di Düsseldorf, ha messo radici in Umbria, dove ha scelto come residenza il quieto e suggestivo centro di Porchiano del Monte, in provincia di Terni.
Il suo lavoro si nutre, all’inizio,  dei movimenti di protesta  tra gli anni ’70 e  ’80, quando  matura la convinzione di dover rappresentare ciò che si sviluppa davanti al proprio sguardo senza compromessi, in maniera gelida e distaccata, prendendo le distanze da un ordine sociale non condiviso.
Definito dalla critica, analista dell’immagine  Cürten trascrive a colori tutto quello che si svolge al di là di sé, oltre la sua personale condizione umana. Di lui scrive la storica dell’arte Rosa von der Schulenburg: «… Spesso trae inspirazione da immagini di album di famiglia, da materiale ordinario d’archivio e fotografie di giornali o da ritagli d’immagini scoperte per caso nei frammenti di locandine sui muri o nei ritratti degli ovali appannati sulle lapidi. (…)osserva le immagini distrattamente scartate, i relitti collettivi e non assimilati e cerca di dare loro voce producendo un riverbero nelle sue opere, invitandoci ad ascoltarne l’eco».
Cresciuto nell’immediato secondo dopoguerra, Gregor appartiene alla generazione dei ragazzi schiacciati dal tabù del terzo Reich di cui porta il peso senza esserne stata protagonista, come quando si è consapevoli di convivere  con un fantasma  che non si può scacciare. Un trauma che incombe sul fare, sul creare, sull’attingere dal proprio inconscio.
E forse è proprio l’inconscio a spingerlo verso Napoli, la città dove le contraddizioni convivono e  si fanno beffa della morte, vicina commensale della vita che gioca a carte con terremoto, bradisismo e miseria. Sicura di vincere la partita con la forza della tragicommedia.
LA MOSTRA
 Gregor Cürten
This is not you
St Stephen’s Cultural Center
Viale Aventino 17 / Ingresso da Via Aventina 1 – Roma
Fino al 
20 novembre 2018