In occasione dei trent’anni trascorsi dalla scomparsa di Filiberto Menna, la fondazione che porta il suo nome e quello della moglie, Bianca Pucciarelli Menna, nelle sue sedi di Salerno e Roma, promuove mostre ed eventi per celebrare il critico d’arte salernitano che tanto manca a tutto il mondo dell’arte.
Nella sede romana è stata inaugurata  la mostra Astrazione povera (foto) curata da Massimo Maiorino e Giulia Perugini. Il progetto, realizzato grazie alla collaborazione della Fondazione Menna con il Lavatoio Contumaciale e con l’Associazione FigurAzioni, si avvale di un comitato scientifico composto da Laura Cherubini, Lorenzo Mango, Antonello Tolve e Stefania Zuliani.
L’Astrazione povera, che intende la pittura come riduzione, è un movimento artistico teorizzato da Filiberto Menna all’inizio degli anni Ottanta, in controtendenza rispetto al Post-moderno e alla Transavanguardia che prediligevano, invece, il pieno, l’abbondanza di colori e di materia. Questo movimento artistico, quasi come in un ossimoro, riduce e costruisce allo stesso tempo.
Come racconta Massimo Maiorino, nel suo saggio L’opera d’arte come riduzione e complessità, «Menna mette in gioco il soggetto “di cui parla e che parla questa pittura” che “è un soggetto-nascosto, che si sottrae” portando alle estreme conseguenze il processo di azzeramento linguistico (riduzione) e la superficie, con la complessità e le accidentalità della fattura “come luogo di eventi segnici regolati da leggi interne” (costruzione), che rivelano nell’opera una ricerca di ordine costruttivo, un’intenzionalità progettuale orientata verso il nuovo».
Gli artisti coinvolti operano seguendo la celeberrima formula proposta da Mies van der Rohe, less is more, il meno è il più, praticano una pittura che abolisce l’immagine e, come lo stesso Menna ci ricorda, si allontanano «perfino dal rumore che può continuare a sprigionarsi dal colore, privilegiando l’impiego esclusivo del bianco e del nero e delle gradienze intermedie dei grigi».
La mostra Astrazione Povera, che resterà allestita fino al prossimo 24 marzo, è costruita come una riflessione che segue l’itinerario e traccia la cartografia di questa corrente artistica, esponendo le opere degli artisti Gianni Asdrubali, Antonio Capaccio, Annibel Cunoldi, Mimmo Grillo, Bruno Querci, Mariano Rossano (l’unico tra questi nato a Napoli nel 1955 e, successivamente, trasferitosi a Roma), Lucia Romualdi, Rocco Salvia.
È stata esposta un’opera significativa per ogni artista e, per completarne la narrazione, sono stati accostati a questi lavori tutti gli scritti, sia critici che programmatici, che hanno accompagnato questa avventura sin dalla sua nascita, l’assunto teorico proposto da Filiberto Menna: immagini, cataloghi, articoli e manifesti che narrano la storia e la preistoria dell’Astrazione povera, partendo dai manifesti redatti dal gruppo romano di via Sant’Agata dei Goti.
Per saperne di più
http://www.fondazionemenna.it/