Oggi parliamo dell’artista Lorenzo Perrone, un artista in bianco perché la sua opera  è composta da libri tutti bianchi,  di una pasta massiccia e sensosa che non ha esemplari. Li abbiamo conosciuti galleria napoletana “Al Blu di Prussia” di via Filangieri dove il ha più volte esposti (foto).
I suoi libri sono compatti nelle  pagine aperte a ventaglio nel loro impatto svettante e sbandierante come un’illusione.
“A  casa mia non c’erano libri né sogni” e la incantata reazione comincia ad avere luogo con tutta la sua impegnata gravità, con la sue ali grevi di misteriosa riserva  in cerca di cose che lui solo sa ma che non vanno tenute segrete affinché ne vadano  beneficiati a quanti  ne sono in cerca. Sono le parti intime del cuore, i bisogni segreti dell’anima.
Il libro è bianco  nella sua intimità, contiene  tutti i dolori che un uomo  è in grado di immaginare, di tessere, di tradurre nella materia solida e sensosa della quale  i “libri bianchi” di Lorenzo Perrone sembrano composti.
L’autore ce li presenta più volte nel suo video con impronta significativa e forma sempre diversa che danno a chi guarda nuove curiosità e sempre maggiori soddisfazioni. Crediamo che quella di Lorenzo sia una  sorta di fascinazione collettiva: eccoci di fronte a uno dei suoi piatti dispiegati, pronti a mostrare i propri segreti ma non il perché  ed ecco lo spettatore lasciarsi avvincere con gli interrogativi che lasceranno tutti senza risposta ma non senza la curiosità che l’arte di Lorenzo continua a produrre creando sempre nuovi interrogativi.
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