Una mostra colta, sofisticata come ci ha abituati nella sua lunga attività espositiva Ilia Tufano con i suoi appuntamenti artistici nello spazio napoletano di via Duomo 290 c, Movimento aperto.
L’accostamento ad Almotasim è il titolo dell’esposizione di Enzo Pagano che sarà inaugurata giovedì 7 maggio dalle 17.30 alle 20, accompagnata da un testo di Carlo Bugli, Dinamica di una poetica minerale (fino al 27 maggio, i lunedì e i martedì ore 17-19 e i giovedì ore 10.30-12.30).
Saranno esposti undici dipinti (foto), tutti recentissimi e di varie dimensioni, in tecnica mista (sabbia, colori ad olio, frammenti di tessuto, legno) insieme a un voluminoso libro d’Artista , “LiBER”, diciotto grandi pagine e due facciate.
Saranno esposte anche quattro grafiche (42×21 cm), tecnica mista, “Ceneri”. Il titolo della mostra fa riferimento a una delle “Finzioni” (1935-44) di Jorge Louis Borges.
Spiega Bugli: «Nelle opere pittoriche di Enzo Pagano è notevole l’utilizzo di materiali grezzi come la sabbia o, di altri che, sebbene manipolati dalla téchne, come frustuli di tessuto o frammenti di altra natura, sottoposti ad un processo di desemantizzazione, risultano prossimi all’inerte. Senza questa nozione, potrebbe sfuggire il senso più profondo dell’articolata poetica dell’autore. La materia primordiale, a credere ai presocratici, sembrerebbe dotata di una sua intrinseca generatività e come sostiene Campanella di una vita e coscienza propria. Il mito d’altronde, ci assicura che in qualche luogo della mente, il rapporto tra organico e inorganico è di forte contiguità, addirittura di causalità, pensiamo a Deucalione e Pirra o al libro della Genesi».







