Il silenzio delle innocenti: chi dimentica diventa colpevole. Da questo tema parte l’undicesima edizione di Imbavagliati, festival internazionale di giornalismo civile, ideato e diretto da Désirée Klain, organizzato in collaborazione con l’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici che ospiterà la manifestazione nella sua storica sede di Palazzo Serra di Cassano (via Monte di Dio 14) dall’11 al 13 maggio.

Partner, anche  l’ordine nazionale dei giornalisti italiani, con la Federazione nazionale della stampa, e con il sindacato unitario giornalisti della Campania e Articolo21.
Quest’anno si mette a fuoco la più sistematica e globale violazione dei diritti umani: quella contro le donne, cominciando dall’Afghanistan. E al centro delle riflessioni delle giornate napoletane c’è  il recente indice mondiale di Reporters sans frontières secondo che sottolinea come la libertà di stampa globale sia al suo minimo storico, con oltre la metà dei Paesi del mondo in una situazione “difficile” o “molto grave”. In questo crollo senza precedenti, l’Italia precipita di sette posizioni, scivolando al 56° posto.
Nella cornice di questa edizione della rassegna il Premio Pimentel Fonseca sarà consegnato (lunedì 11 maggio) alla giornalista afghana Leila Sarwari (pseudonimo) e, honoris causa, all’inviata di guerra Barbara Schiavulli che ha sempre acceso sempre una luce sugli ultimi, sulle vittime innocenti. Così la parola diventa atro di resistenza.
E nella stessa giornata, sulla scia del grido contro la violenza, il musicista Tony Esposito (foto in copertina) presenterà in anteprima nazionale per il festival, il brano e il video Esperanto (Help Me), un inno alla pace dedicato ai bambini vittime dei conflitti. 
Inoltre il festival renderà omaggio a Gianni Sallustro, recentemente scomparso: l’attore e regista napoletano aveva offerto al festival e al Premio Pimentel Fonseca, con la sua accademia vesuviana del teatro e cinema, in tante edizioni, uno straordinario spettacolo in costume con abiti storici di Costantino Lombardo, che raccontava la storia e gli ultimi giorni di vita di Donna Eleonora. Una performance di grande impatto emotivo, con costruzioni d’insieme uniche, canti, balli e cori suggestivi.
Tra gli appuntamenti, quello dedicato alla chimica ribelle Maria Bakunin che sfidò le convenzioni scientifiche e sociali e alla bibliotecaria Guerriera Guerrieri, che difese i libri come arma contro la barbarie. Le loro vite emblematiche e a lungo relegate ai margini della storia sono al centro di un dialogo incrociato tra le autrici Mirella Armiero (Un Pensiero ribelle) e Vincenza Alfano (La Guerriera dei libri), entrambi i romanzi sono editi da Solferino.
In un rovesciamento dei ruoli, ciascuna presenta il libro dell’altra non per celebrare due figure, ma per analizzare criticamente le ragioni della loro rimozione. L’incontro diventa così un’indagine sulla memoria negata e sulla cultura come strumento indispensabile di lotta e affermazione dei diritti.
Per saperne di più
https://www.facebook.com/imbavagliati


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