Tre amici in una saletta. Quella rossa di via Bisignano 11, nel cuore di Chiaia, quartiere generale della casa editrice napoletana Guida, capitanata da Diego Guido, nipote di Mario, patriarca dei librai, che non ha cancellato il passato e nemmeno archiviato, ma lo ha inserito nel presente portandosi dietro quel nome anche nella nuova sede della casa editrice, che nella libreria Guida di Port’Alba ospitò scrittori del calibro di Kerouac, Pasolini, Sciascia (per citarne soltanto qualcuno), nonché intellettuali come Argan e Eco, tra gli anni sessanta e settanta.
I tre amici nella saletta rossa sono Giuseppe Leone, a lungo prof di tecniche pittoriche all’Accademia di belle arti di Napoli, lo studioso e curatore di mostre Pasquale Lettieri che nell’istituzione di via Costantinopoli insegna oggi stile, storia dell’arte e del costume, il giornalista Enzo Agliardi che ha condotto il filo del discorso partendo dalla pubblicazione “I giorni della clessidre. O la libertà del cuore” realizzata da Guida editori.
Più che davanti a un libro, chi lo legge e sfoglia si trova tra le mani una camera delle meraviglie in 268 pagine dove Giuseppe Leone ha raccolto preziosi frammenti del suo tempo trascorso dialogando non solo con il suo immaginario ma anche con quello di protagonisti come il poeta flegreo Michele Sovente e dell’artista Luciano Caruso che concentrò molte delle sue esposizioni sulla poesia visuale.
Il tempo, nella conversazione a tre (foto), diviene punto di partenza: rievocate quelle ore sospese in una quarantena forzata, imposta dal Covid quando Peppe, nel suo studio di Buonalbergo (nel Beneventano), riordina pezzi di vita ripescando in vecchie cartelle disegni, bozzetti, lavori accennati ma non compiuti. Sente la necessità di attraversare queste schegge di memoria interrogandosi sul corso dei giorni che accumulandosi riempiono una vita intera, sommando, in questa operazione, anche i silenzi, le riflessioni, i pensieri sul recupero, per esempio, di vecchi oggetti di famiglia.
Così la clessidra diventa uno spazio dove si espande la libertà del cuore di un artista che si pone di fronte al mondo con lo sguardo simile a quello di un bambino, capace di stupirsi ancora, malgrado conosca le atrocità del mondo.
Chi segue le parole che emergono nella saletta rossa viene catturato da quel senso di amicizia e complicità della mente che si crea proprio durante la chiacchierata tra Leone, Lettieri e Agliardi: tanti i temi toccati, tra questi il ponte con la Cina costruito attraverso progetti sviluppati con l’Accademia di belle arti di Napoli. Le visioni di Leone parlano di bellezza agli interlocutori cinesi che le raccolgono con l’intensità inattesa di scambi culturali programmati sulla via della seta.
E parlando di arte, tempo, scrittura artistica afona, Lettieri lancia un’idea: riproporre e ampliare la conversazione con gli studenti dell’Accademia che Leone lo conoscono solo di nome. Così avranno l’opportunità di sentirlo conversare con l’amabilità che ha sempre avuto nei confronti di allieve e allievi. E di conoscerne concetti e opere. Non vediamo l’ora che ciò accada. Aspettiamo la data dell’incontro in aula magna. Forse entro fine maggio.







