Il racconto della propria vita quasi sempre viene archiviato come qualcosa di personale, che non lascia messaggi né segni. Insomma qualcosa di normale e scontato, in grado di farsi ascoltare solo dal circuito familiare e dagli amici.
Non è affatto così per Massimiliano Campanile che firma la sua storia con il titolo: Non c’è niente che cambierei, Prefazione di Cristina Donadio, Graus Edizioni, pagg. 75, Euro 18,00.
Un cammino in salita con la vita quello di Massimiliano: la perdita prematura della madre, il suo essere percepito diverso (e quindi bullizzato dai coetanei), gli stenti di un quartiere di periferia (Barra), un padre rigido, le paure, i silenzi, il mondo interiore.
Ma poi la tenacia e la voglia di riuscire lanciano Massimiliano nella vita, a soli 13 anni trova la sua strada, quella che lo porterà ad essere un famoso hair stylist; la sua arte creativa lo porterà dalla periferia al centro della città, dalle casalinghe alle regine, in giro per il mondo.
Il confronto con se stesso, la voglia di uscire da un guscio che non sente suo, il peso di essere accettato dalla famiglia e dagli affetti più cari, piegano Massimiliano ad una infanzia non serena. Ma quando decide di raccontarsi lo fa con la giusta forza di qualità e ne esce alla grande.
Massimiliano Campanile si racconta senza filtri, il suo innato senso dell’ottimismo lo rigenera quotidianamente e lo proietta nel futuro. E qualche volta sembra addirittura anticiparlo. La sua forza interiore diventa spinta di vita, rimane ancorato alle sue origini, ovvero non dimentica di essere stato un figlio di operaio e di casalinga, anche nell’agiatezza trovata. Il suo motto è: “Nessuno si salva da solo, ma soprattutto nessuno si salva senza amore”.
Nella prefazione l’attrice Cristina Donadio, la Scianel di Gomorra, così si esprime:” …credo sinceramente che la storia di Massimiliano sia un po’ come questa città, fatta di odori e suoni, condivisioni, sentimenti, momenti difficili e di apertura, ma soprattutto di meravigliose proiezioni verso il futuro…”.
E dopo questo scritto d’esordio l’autore continua a sognare, continua a coltivare la parola d’ordine “crederci”, lavorare per riuscire, sudare per fare la differenza, amare in corsa per essere.
Nella parte finale del libro Massimiliano preferisce incorniciarsi in una galleria fotografica, dove ritrae la sua personalità. Pochi ma significativi scatti dove emerge con chiarezza la personalità, le movenze, l’apparente contrasto (sia pure molto sfumato) tra la semplicità e il benessere in un unico uomo, la voglia di paternità, l’amore per un essere senziente.
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In foto, particolare della copertina

 

 

 

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