Donne che raccontano Napoli, così si definiscono Laura Capozzi e Valeria Cacciapuoti, fondatrici dell’associazione Le capere. Organizzare tour alla scoperta della città e dell’intera Campania più che un lavoro è, per loro, una missione: far scoprire il territorio a chi vi è nato e a chi viene a visitarlo è il compito da svolgere e portare a termine.
La scelta del nome che si sono date fornisce una preziosa indicazione, le capere erano le donne che si recavano a domicilio, nelle case umili come in quelle ricche, per pettinare le clienti e nel farlo ascoltavano e chiacchieravano: pettegolezzi, intrighi amorosi, storie di successi e di fallimenti lavorativi e passionali, incontri e allontanamenti, arrivi e partenze, nascite e morti, tutto di tutti sapevano e tutto e a tutti raccontavano senza differenza di censo e nobiltà.
Le pettinatrici a domicilio rappresentavano un patrimonio immateriale etnoantropologico: mantenevano viva e tramandavano la tradizione orale. Laura e Valeria raccontano la ricchezza storica, artistica, letteraria, enogastronomica, archeologica e paesaggistica del territorio arricchendola con la loro personale cifra stilistica.
L’essere capere si sostanzia nell’apprendere storie, fatti, notizie, curiosità, aneddoti, miti e leggende da raccontare, per continuare a farlo anche durante la pandemia che, a tutti ha imposto un cambiamento nel modo di lavorare, si sono attrezzate rendendo virtuali le loro passeggiate: i tour si fanno attraverso la piattaforma Zoom.
Nell’ultimo anno abbiamo vissuto prima lo sconcerto, poi la paura a cui sono subentrate l’amarezza e la delusione e per molti, anche, la povertà. Laura e Valeria hanno reagito organizzando incontri gratuiti, si sono avvicinate a fasce deboli, persone in difficoltà, per portare loro un po’ di bellezza e speranza.
Da tempo volevo partecipare a uno dei loro tour dedicato alle donne di Napoli incuriosita da quali, tra le tante, avrebbero scelto e anche dal tipo di itinerario che avrebbero costruito nei luoghi della città. Qualche giorno fa ho trascorso una piacevole ora e mezza in loro compagnia ascoltando il racconto di “Donne di Napoli tra arte, storia e curiosità”.
Regine, sante, suore, artiste, e scrittrici senza dimenticare patriote e la figura mitica femminile legata all’atto fondativo di Napoli: la sirena Partenope.
Il raccontare è una azione soggettiva mai neutra, anche quando ci sforziamo di essere obiettivi non potremo esserlo fino in fondo, se le nostre parole sono frutto di una scelta misurata saranno sempre accompagnate dalle espressioni del volto, la gestualità e il linguaggio del corpo. Per fortuna!
Ognuno costruisce percorsi logici che prendono forma in tragitti geografici e traiettorie storiche e quello costruito da Laura e Valeria risulta accattivante e semplice da seguire anche per chi non conosce bene la storia e i luoghi. Attraverso il racconto della vita di donne che hanno vissuto a Napoli ci si appassiona alle loro vicende personali inquadrate in un periodo storico, le storie che tessono la trama della Storia, chi furono, come arrivarono in città, quali scelte compirono.
Ogni storia diventa parte di un flusso che arriva fino a noi, siamo quel che siamo anche per le loro scelte, la nostra matrice culturale è impastata con le loro vite. I luoghi sono stati e sono quel che oggi vediamo – strade, piazze, palazzi privati, regge, chiese, monasteri, musei, sedi istituzionali  – per le loro decisioni, i compromessi e le scelte.
Seguire un tour online e partecipare a una passeggiata sono cose diverse ma entrambe hanno dei vantaggi e  – soprattutto in questo momento – è importante non rinunciare alle storie.
Dal loro sito potrete vedere le proposte di visite guidate a cui partecipare.
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