Sono figli di due madri diverse, legati tuttavia da un unico cordone ombelicale: l’ amore.
Amore, parola che si ritrova in entrambi. Nel libro di racconti, si sposa con l’acqua; in quello di poesie, con la terra. Acqua e terra, due elementi differenti che abitano insieme nel mondo  generando meraviglia ma anche libertà. E vivono (rispettivamente) nei volumi di Brunella Caputo e di Maria Concetta Dragonetto.
Un richiamo alla bellezza e alla necessità di difendere l’ambiente in cui viviamo. Si insegue questa filosofia anche nel materiale utilizzato per le pubblicazioni: carta certificata FSC (Forest Stewardship Council ), a testimonianza della verità che un libro è molto di più di quello che vuole raccontare. Lo è fuori dal rigo e dal verso, nato per diffondersi nel sociale con messaggi positivi.

Dell’acqua e dell’amore e Della terra e dell’amore, quindi. I due lavori di Brunella Caputo e Maria Concetta Dragonetto, editi dalla casa editrice Homo Scrivens, disponibili in tutte le librerie dal 3 settembre ecorso.
Le due autrici hanno deciso di presentarli sempre insieme: stasera debuttano a Salerno al Teatro dei Barbuti alle 20 in compagnia della giornalista Erminia Pellecchia che ha firmato la postfazione del libro di Brunella Caputo, dello scrittore Paquito Catanzaro di Homo Scrivens e dello scrittore e giornalista Paolo Romano.
Opere firmate da due donne che propongono una scrittura capace di rivelare le loro intime emozioni: anime ribelli, energia generatrice chiamata “amore”, in grado di esplodere e diffondersi poi nella potenza della parola scritta.
Fanno capo a uno stesso progetto, seppur indipendenti in grado di «esprimersi intorno a tutte le possibili varianti dell’amore- rivela Brunella Caputo, regista, attrice e scrittrice- Il progetto comune unisce i due oggetti libro, che viaggiano insieme nelle presentazioni, nella promozione. Hanno una copertina, due fotografie di Cristina Santonicola, in comune. Un’immagine di spalle, la mia, che nasconde volutamente il volto; un’immagine di faccia, quella di Maria Concetta Dragonetto, che mostra volutamente il volto. Sono il contrario, quasi l’una l’opposta dell’altra, le due immagini, a rappresentare i nostri stati d’animo in viaggio. Ci siamo scambiate le prefazioni: una sua poesia nel mio, un mio racconto nel suo». 

Un progetto comune. A cominciare dalla copertina di “Dell’acqua e dell’amore” di Brunella Caputo, blu come il Mediterraneo; dalle parole di Erminia Pellecchia che ha firmato la postfazione e di Massimiliano Smeriglio per la quarta di copertina.
«Dell’acqua e dell’amore- scrive Caputo- è una raccolta di racconti brevi per narrare l’amore: per un uomo, per una donna, per la famiglia, per un luogo, per un amico; e l’acqua in tutte le sue forme: acqua di mare, di fiume, di pioggia, di lacrime. Racconti per narrare, con la fantasia, stati d’animo in viaggio nelle molteplici manifestazioni dell’amore, chiaro e infelice o nero e infelice. L’acqua è il mezzo, il respiro, la speranza, la meta». 
  Acqua. Domina i testi di Brunella: «Fa parte del mio essere persona: mi sento acqua (di mare, di fiume, di lacrime…). Le mie storie hanno sempre un racconto dell’acqua, una sua descrizione, e dell’amore come elemento determinante della vita – non sempre un amore felice, anzi – come variabile imprescindibile della quotidianità. L’acqua è parte di me da quando ero bambina, mio padre era un nuotatore e mi ha insegnato a nuotare nel mare, anche quando non è calmo. Nuoto con abbastanza facilità, in ogni forma d’acqua. La dedica del libro, ai miei genitori, racconta in due sole righe il senso dell’amore».   
Ventotto racconti tra viaggio, sogno, solitudine, paura, speranza, fascino per gli sconosciuti, ricerca delle luci nelle case degli altri.  L’amore viene presentato attraverso l’istinto della scrittrice: «L’amore che racconto a volte uccide. Il mio libro si ispira a mia madre e mio padre, il mio senso dell’acqua e dell’amore viene da loro. E credo nelle magie, grazie a loro».   
Della terra e dell’amore, invece, è il primo libro di poesie di Maria Concetta Dragonetto, una delle fondatrici dell’associazione culturale no profit poesie metropolitane. Realtà nata a Napoli nel 2016 che si occupa di promuovere e diffondere la poesia inedita, attraverso la riqualificazione dell’urbano e dell’ambiente.

«E’ un libro che ho scritto tra il 2019 e il 2020, una sintesi in chiave poetica gli ultimi dieci anni della mia vita», spiega.
Terra: «Chi sceglierà questo libro- continua la poetessa – compirà un viaggio insieme a me nell’amore che prevede tre mete da visitare: l’amore, la terramore e la terra. La direzione del viaggio è opposta rispetto al titolo del libro: nata dall’amore e nell’amore, ben presto sottratta dal cielo, sono stata scaraventata nel mondo e ammantata dalla terra. Il lettore, attraverserà con consapevolezza i conflitti, le delusioni e la potenza dell’amore e di una terramore che oggi mette sempre di più ai margini i sentimenti e le emozioni e che ci priva della sensibilità umana e della sensibilità della natura».
Una raccolta che mette a nudo la sua anima. Versi che «brillano di solitudine ci confida ma soprattutto è un venire al mondo con la poesia nel cuore. Questo libro rappresenta il mio viaggio fino ad oggi su questa terra, domani  non so cosa potrà accadere, ma tutto quello che ho vissuto negli affetti e nelle relazioni umane e lavorative l’ho infuso in questo libro».  

Lo amai nel viaggio,  
dal suo al mio nome 
Lo amai nella pelle,  
libera 
onesta  
attraversandolo con anima cruda
 

Le poesie ne rivelano la sensibilità e la capacità di mettere in luce un percorso fatto di sofferenza e gioia, attraverso una composizione a tratti ermetica e silenziosa, dolce e audace. Le parole si intrecciano nel silenzio. Esplodono nella loro riservatezza, sono come rose di maggio immortali, quadri da attraversare, analizzare.  
Dell’acqua e dell’amore, Della terra e dell’amore: narrano la forza primordiale della donna che dà alla luce nuova vita… E torna alla mente il libro “Donne che corrono con i lupi”, il suo intimo significato, legato all’archetipo della donna selvaggia, in grado di generale, creare, distruggere. Una donna ha energia naturale, in grado di rimarginare ferite, rinnovarsi attraverso rivincite, cadute, delusioni, tempo, spazio.  
Dopo Salerno, Caputo e Dragonetto il 19 settembre saranno a Napoli per la presentazione nel Chiostro di San Domenico Maggiore. Durante l’incontro, saranno regalate calamite, segnalibri e calendari personalizzati con versi, tratti dei libri e fotografie di Cristina Santonicola, con la collaborazione dell’ associazione culturale  Poesie Metropolitane.
Alla nascita dei libri hanno partecipato due artiste: Cristina Santonicola cui va il merito di aver realizzato le immagini di copertina insieme ad altre bellissime fotografie e Maria Rosaria Mottola che ha prestato alcune sue illustrazioni. 
I due libri sono anticipati da un Book Trailer del regista Marco Benincasa. 
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Nelle immagini le due autrici e i loro libri, insieme alla locandina dell’evento

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