Nella geografia dell’orrore ha un nome tedesco, l’antica cittadina polacca Oświęcim. Auschwitz. Ed è indissolubilmente collegata alla tragedia dell’Olocausto: quel campo di sterminio tuttora ricorda il progetto criminale e ragionato dell’eugenetica, la selezione accurata degli esseri umani per migliorare la specie cui appartengono. La follia nazista non era tale, ma si nutriva di una strategia radicata già alla fine dell’Ottocento.
Scrive Primo Levi nell’appendice al suo libro Se questo è un uomo: «Non si può comprendere, anzi, non si deve comprendere, perché comprendere è quasi giustificare». È vero, però non si deve dimenticare e se ne deve continuare a lasciare traccia di discussione, dibattito, riflessione per combattere quell’antisemitismo che esplode senza tregua in atti di violenza, covata in frasi e manifestazioni di odio e distruzione frequenti, che non devono sottovalutate.
Il 27 gennaio del 1945 le truppe dell’armata rossa liberarono il campo di concentramento di Auschwitz e nell’assemblea generale delle Nazioni unite (da primo novembre 2005) questa è la data designata per celebrare la giornata della memoria.
Proprio dalla celebrazione si sviluppa il libro del giornalista napoletano Angelo Cirasa Dopo Auschwitz, la speranza pubblicato da Guida in nuova edizione (la prima era dell’editore Pironti) arricchita dai testi del filologo latino Enrico Ariemma e del filosofo teoretico Massimo Donà, da un video, dai podcast con le testimonianze degli studenti di oggi, oltre che da un percorso fotografico di Cesare Abbate, una bibliografia, da una filmografia, una raccolta di musica e siti internet dedicati alla Shoah. Tutti i materiali multimediali si possono consultare anche sul canale YouTube realizzato ad hoc.
È il racconto di un viaggio organizzato dalla Provincia di Napoli poco dopo l’istituzione della giornata: vi parteciparono studenti e insegnanti che hanno lasciato sul foglio bianco il segno di quell’esperienza indelebile.
Racconta in queste pagine l’allora presidente della Provincia Dino De Palma: «All’ingresso nel campo i ragazzi si sono letteralmente ammutoliti
e commossi, lasciandosi totalmente coinvolgere dalla
storia del luogo nel quale si trovavano; hanno preso appunti, fatto
domande, scattato fotografie, dimostrando uno straordinario
interesse per l’esperienza unica che stavano facendo. Dopo questo
viaggio resto sempre più convinto di come sia necessario iniziare
dai giovani per costruire la speranza di un futuro migliore,
educandoli al culto del rispetto altrui e a fuggire da ogni forma
di violenza, affinché gli orrori del nostro passato non debbano
mai più ripetersi».
La speranza. Corre sul filo delle parole della giovane universitaria Marilù Amodio: «Non dobbiamo soccombere alla normalizzazione messa in atto intorno a noi, dobbiamo riconoscere, condannare e analizzare i fenomeni che caratterizzano il nostro tempo, che non è un tempo sereno, è ricco di palliativi nelle forme più disparate, ma lo sfruttamento, la repressione, la discriminazione sono più vivi che mai. Riconoscerli spaventa, perché fa sentire piccoli, ma piccoli non siamo se ci muoviamo insieme».
Muoversi insieme per disegnare un percorso d’amore contro l’odio senza nascondersi dietro l’indice accusatore ma osservando la luna, come sottolinea lo stesso Cirasa. «La luna- sottolinea- rappresenta l’uomo con le sue azioni grandiose e orribili. Il dito puntato ci distrae dalla vera questione per farci affogare spesso nell’ignoranza, nella partigianeria,
o peggio nell’indifferenza, nell’oblìo».
La conoscenza storica è l’unica strada che può guidarci in un presente consapevole. Rifiutando la recrudescenza di intolleranza e disprezzo: se ne parlerà giovedì 27 gennaio alle 17,30, a Napoli, nello spazio Guida di via Bisignano 11, durante la presentazione del volume con l’autore, Ariemma e Giuseppe Grimaldi. L’incontro sarà coordinato da Luca Maurelli.
©Riproduzione riservata


Nel libro oltre a un glossario, c’è anche l’elenco dei siti sulla Shoah:
Siti ufficiali dei campi
http://www.auschwitz-muzeum.oswiecim.pl/

Complesso concentrazionario di Auschwitz (in lingua polacca/
inglese/tedesca).
http://www.buchenwald.de/
Lager di Buchenwald (in lingua tedesca/inglese/francese).
http://www.kz-gedenkstaette-dachau.de/
Lager di Dachau (in lingua tedesca/inglese).
http://www.flossenbuerg.de/
Lager di Flossenbürg (in lingua tedesca).
http://www.fondazionefossoli.org/
Lager di Fossoli (in lingua italiana).
http://www.mauthausen-memorial.gv.at/
Memorial del Lager di Mauthausen (in lingua tedesca/inglese).
http://www.ravensbrueck.de/
Lager di Ravensbrück (in lingua tedesca/italiana/francese/inglese/polacca).
90
Altri siti sull’argomento
http://www.deportati.it/
ANED, Associazione Nazionale ex Deportati politici nei campi
nazisti (in lingua italiana/inglese/francese/tedesca).
http://www.cdec.it/
CDEC, Fondazione Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea (in lingua italiana).
http://www.vhf.org/
Survivors of the Shoah Visual History Foundation (in lingua inglese).
http://www.yad-vashem.org.il/
Yad Vashem, Holocaust Martyrs’ and Heroes’ Remembrance Authority (in lingua inglese/ebraica).
http://www.ushmm.org/
Archivio USHMM, United States Holocaust Memoriale Museum
(in lingua inglese).
http://www.wiesenthal.com/
Simon Wiesenthal Center (in lingua inglese).
http://www.shoa.de/
Sito tedesco dedicato ai temi, ai luoghi e ai nomi dell’olocausto.
http://www.stiftung-denkmal.de
Sito tedesco sul monumento degli ebrei d’Europa assassinati

Le due foto in pagina sono di Cesare Abbate, tratte dal libro di Cirasa

RISPONDI