Questa volta il campo d’indagine è la metropolitana, questo treno che ormai è entrato nelle vite dei napoletani, una sorta di continuazione della città sotto terra, che riproduce storia, arte, cultura e soprattutto umanità.
Alcune teste pensanti hanno scelto la metropolitana 1 (metro d’arte) come focus editoriale per far emergere una umanità senza nome che sale, scende, socializza, è silente, ma volge lo sguardo alle cose. Tutto questo è “Napoli – a bordo di una metro sulle tracce della città”, Edizioni Scientifiche Italiane, pagg. 184, euro 19.
Tra gli autori, Francesco Divenuto che focalizza la sua “indagine” sulla stazione di Piazza Giovanni Bovio, meglio conosciuta come Piazza della Borsa, per ricordare la ottocentesca Camera di Commercio, ex sede della Borsa valori.
Un vuoto urbano riempito egregiamente, saldando la città di sotto con la vivibilità di quella in superficie, unendo alle mura antiche il disegno moderno di una piazza che dal suo lato più grande guarda al Corso Umberto, meglio noto come il Rettifilo, contornata da sette edifici che rappresentano una delle migliori architetture neorinascimentali. Divenuto analizza la stazione in tutti i suoi piani fino al livello del treno. Con occhio attento, nonostante un guasto elettrico ne mina la giusta luce, fa spazio a un racconto che racchiude tutta la complessità della moderna architettura con toni, disegni, sculture e rilievi, originali, unici, che lasciano il segno.

Qui sopra, la copertina. In alto, la presentazione al Pan
Qui sopra, la copertina. In alto, la presentazione al Pan

Viene il momento di Piazza Dante, a tracciare la linea argomentativa è Linda Irace che mette a confronto più generazioni. Sopra e sotto l’imponente statua del padre della lingua italiana snoda un dialogo immaginario tra Dante ed alcuni giovani. Una conversazione tra generazioni come lascia intendere il titolo di questo racconto.
A prevalere è l’interesse degli studenti nell’interrogare Dante su quanto questi avesse sottoscritto secoli prima, non mancano colpi di scena nel confronto. Alla fine si sale su in piazza e ci si confonde tra la folla accorsa ad un concerto di giovani cantanti, passando ad altra scena urbana, apparentemente staccata da quella sottostante, collocata nelle viscere di quel luogo, ma collegata a essa da un filo logico.
Guido D’Agostino ci porta, invece, nel cuore di Materdei. Lo storico professore, nonché presidente dell’Istituto Campano per la Storia della Resistenza, racconta la sua infanzia in quel quartiere, oltre a ricordare che durante i lavori di scavo della Metropolitana in quel luogo è stata rinvenuta una guglia portata alla luce, suggellata da una sua epigrafe: Simbolo della continuità e dei legami tra generazioni e secoli pure diversi e distanti, ma uniti dalla comune volontà di rafforzare memoria e identità della Città.
Uno scritto a più mani,  a più mani mette in evidenza quanto sia importante la storia, da dove veniamo, gli autori riflettono su un presente ossessivo che facilmente dimentica passato e futuro. Quindi un ottimo strumento per riflettere, riannodare quei fili persi della memoria. E questi sembrerebbero farlo proprio a bordo di un moderno mezzo di trasporto, abbellito da opere d’arte di rilievo internazionale, qualcosa che ha cambiato il volto ad una città millenaria che, spesso, è incline alla dimenticanza, talvolta anche di se stessa.
Il libro si presenta con queste parole:Difendere e promuovere la memoria rappresentano così un dovere morale, non solo per evitare pericolosi “oblii” e per risarcire chi è stato vittima, ma soprattutto per dare speranza alle future generazioni e per riconoscere a tutti il diritto a conservare la propria identità senza subire alcun tipo di discriminazione
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LA PRESENTAZIONE
Sala gremita per il libro che è stato presentato al Pan (Palazzo delle arti Napoli) in collaborazione con l’assessorato alla cultura e al turismo del Comune di Napoli con l’Istituto campano per la Storia della tesistenza, dell’antifascismo e dell’Età Contemporanea “Vera Lombardi”, le Edizioni Scientifiche Italiane di Napoli. Il volume, a cura di Guido D’Agostino, Francesco Divenuto, Antonio Piscitelli, Mario Rovinello, è inserito nella collana  “La memoria narrata” .

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