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Qui sopra, la copertina. In alto, Peppino di Capri con i Beatles

Dai locali capresi “Gatto Bianco” e “Number Two” alla trasmissione “Passerella di Primo Applauso” in Rai, dai no agli impresari Remigio Paone e Sergio Bernardini a Villa Cesari, dal locale notturno di Roma “Aglon” al piccolo night di Via Veneto Kit Kat. Da Capri Boys a Rockers. E così nasce Giuseppe Faiella, in arte Peppino di Capri. Lo racconta Gianmarco Cilento nel suo libro Peppino di Capri e i suoi Rockers (Grausadizioni) pagg. 142, euro 15.
Il libro racconta la vita artistica di Peppino di Capri dagli esordi fino al 1968, anno in cui i Rockers si sciolgono.  Nonostante la lunga carriera artistica di Peppino di Capri, questa monografia si ferma allo scioglimento del primo complesso (Rockers). Peppino – secondo l’autore – non è da considerare un solista assoluto, in quanto nel decennio che ha maggiormente caratterizzato il suo personaggio musicale, appunto gli anni Sessanta, molta della sua fama di interprete e di arrangiatore si lega indissolubilmente al merito dell’eccellente collaborazione coi Rockers.
Sei capitoli di narrazione attraverso cui viene fuori il periodo artistico di Peppino di Capri dagli inizi con il batterista Ettore “Bebè” Falconieri nel 1954 circa fino al 1968, anno dello scioglimento del complesso formatosi dieci anni prima col nome “Peppino di Capri e i suoi Rockers”, utilizzato nelle copertine dei dischi 45/33 giri e nei cartelloni per le esibizioni nei locali dal vivo, sia in Italia che all’estero.
Il momento del successo arriva sull’isola di Ischia grazie a un impresario in vacanza che propone al quintetto un contratto discografico per l’etichetta milanese Carisch. Nell’autunno 1958 escono quindi i primi 45 giri e il primo 33 giri che riscuote subito grande successo. Pochi mesi dopo Arzilli lascia il gruppo e viene sostituito da Gabriele Varano, che diventerà una colonna portante per il complesso e per la figura di Peppino di Capri.
Nel biennio 1960/61 vi sono le innovazioni portate dal cantante e dai suoi musicisti nelle innumerevoli discografie, le apparizioni in film a carattere musicale (i cosiddetti “musicarelli”) e in svariate trasmissioni televisive (molte delle quali irreperibili), le comparsate live alla Bussola di Viareggio con musicisti quali Chet Baker e Romano Mussolini, e al successo riscosso dalla loro musica napoletana contaminata col Rock ‘n roll, Mambo, Cha cha cha e Bossanova.
Poi arriva il lancio del Twist attraverso il brano “Let’s twist again”, cover del pezzo di Chubby Checker, che riscuote un grandissimo successo di vendite (oltre un milione di copie vendute). Seguono “St. Tropez Twist”, “Don’t play that song”, “Speedy Gonzales”, “Non ti credo” (con il quale vince il Cantagiro 1963).
Il libro affronta infine la crisi artistica di Peppino e dei Rockers che già nel 1966 segnalano un calo di vendite, il diradamento di apparizioni televisive, il riscontro economico per i musicisti sempre più basso. In quel periodo Peppino si esibisce per la prima volta al Festival di Napoli (1966) e al Festival di Sanremo (1967). Quando però la crisi raggiunge il culmine, lo scioglimento della formazione è inevitabile. Peppino di Capri e i suoi Rockers si separano nel marzo 1968. Il cantante recluta i quattro “Novelty” di Fausto Leali, da poco staccatisi dal cantante bresciano. Non trovandosi però a suo agio con il bassista e il batterista decide di richiamare i musicisti della formazione precedente, creando dalla miscela tra questi e l’organista e il chitarrista dei Novelty la nuova formazione “Peppino di Capri e i New Rockers”, che sarà conseguenza della futura rinascita professionale del cantante campano.
Il libro di Gianmarco Cilento si arricchisce della discografia che va dal 1958 al 1968, data di scioglimento della  band: 45 giri, 78 giri, 33 giri ed Extended play 45 giri. Inoltre, si riporta la filmografia del periodo di Peppino di Capri e i suoi Rockers, specificando titolo, regista, attori, periodo di riprese, data di uscita e brani cantati dal complesso, i caroselli pubblicitari e le apparizioni televisive.
Un volume denso di episodi artistici e umani, scorrevole e appassionante, che racconta la prima parte della lunghissima, ed ancora attuale, carriera del noto “caprese”, quello che successivamente parteciperà a ben 15 Festival di Sanremo (vincendo nel 1973 e nel 1976) e vincendo il Festival di Napoli nel 1970.