Quando una donna fa valere  le proprie ragioni la definiscono isterica. Se lo fa un uomo dicono che è schietto.  Si esprime così la prima sindacalista del tennis Billie Jean King  commentando quanto è accaduto alla campionessa Serena Williams  durante gli Us open che ha perso. L’arbitro le ha inflitto penalità per le sue intemperanze. Lei ha replicato: con un maschio sarebbe stato indulgente.
Resta ancora difficile per le donne guadagnare terreno soprattutto in alcuni campi,   tenendo ben stretti i propri diritti. Anche se sono sempre più presenti in settori maschili per eccellenza. Più numerose, per esempio, nella scienza. E con ottimi risultati.
Lo testimonia il prossimo appuntamento che si terrà a Roma giovedì 13 settembre alle 18, nella casa internazionale delle donne, in via della Lungara 19. Si parlerà delle scienziate premiate da l’Oréal Italia, delle loro storie e del  loro percorso. Intervistate  dalla giornalista napoletana Mirella Orsi, esperta di divulgazione scientifica. Nei video che saranno proiettati, il racconto della loro vicenda umana e professionale.
L’Oréal Italia, con la collaborazione della commissione nazionale italiana per l’Unesco, nel 2002, ha istituito le borse di studio per le donne e la scienza (ciascuna di 20mila euro) per consentire alle giovani ricercatrici (under 35) del nostro Paese di completare la loro formazione. La giuria ne ha selezionate sei tra oltre 450 candidature.
Accanto alle premiate del 2017, Elena Calciolari (centro universitario di odontoiatria,UniPr) e Domenica Farci (biologia, UniCa), quelle del 2018: Gabriella Giancane (pediatria, Gaslini), Margherita Maiuri (fisica, politecnico Milano ), la campana Maria Principe (fisica, Unisa) e Gloria Ravegnini (farmacologia, UniBo).
Elena Calciolari, 32 anni, ha studiato all’Università di Parma con 110 e lode e menzione d’onore in odontoiatria e protesi dentaria. Attualmente lavora alla Queen Mary University di Londra. Ha ricevuto diversi riconoscimenti, tra cui il Premio Goldman per la ricerca clinica, il John Zamet Memorial Prize e l’Osteology Young Investigator Grant.
Domenica Farci, 27 anni, si è laureata in biologia cellulare e molecolare all’Università degli studi di Cagliari. Ha seguito il corso di dottorato in biochimica e biologia strutturale al Caesar, Istituto di ricerca associato alla Max Planck Society a Bonn (Germania), dove si è applicata all’analisi dell’organizzazione spaziale dei chemorecettori di membrana. Porterà avanti il progetto sulla protezione dai raggi ultravioletti presso il laboratorio di Fisiologia vegetale e fotobiologia dell’Università degli studi di Cagliari.

Qui sopra, Mirella orsi, giornalista sc ientifica che intervisterà le sei vincitrici, nell'immagine in alto
Qui sopra, Mirella Orsi, giornalista scientifica che intervisterà le sei vincitrici (riprese nell’immagine in alto)

Gabriella Giancane, 34 anni, si è specializzata alla Sapienza in pediatria, concentrandosi sulla reumatologica pediatrica approfondita presso l’ospedale  Wilhelmina Kinderziekenhuis di Utrecht e alla clinica Pediatrica e reumatologia dell’IRCCS G. Gaslini di Genova. Parallelamente si dedica al progetto di ricerca, denominato Pharmachild, che si propone di analizzare la sicurezza dei farmaci immunosoppressori utilizzati nella cura dei bambini con artrite idiopatica giovanile.
La trentenne Margherita Maiuri, 30 anni, viene dal Politenico di Milano con laurea in  ingegneria fisica, indirizzo fotonica. Nel 2014 ha ottenuto il dottorato in Fisica con menzione di merito sempre presso il Politecnico.  Nel 2015 vince la prestigiosa Marie Curie Fellowship per proseguire i suoi studi all’Università americana di Princeton dove si è occupata di meccanismi coerenti di trasferimenti di energia in alghe fotosintetiche. Attualmente  la sta completando al Politecnico, dove porterà avanti le sue ricerche sullo studio di nuovi materiali biomimetici che imitino il comportamento della fotosintesi.
La beneventana trentaquattrenne Maria Principe si è laureata all’Università del Sannio con 110 e lode, nonché menzione d’onore in ingegneria delle telecomunicazioni. Membro della Ligo-Virgo Collaboration e professore a contratto di fisica all’Università Giustino Fortunato. Nel 2016 ha ricevuto lo special breakthrough Prize in Fundamental Physics e il Gruber Cosmology Prize per aver partecipato alla prima rivelazione diretta delle Onde Gravitazionali. Ha firmato circa 130 articoli in riviste internazionali, due capitoli di libro, e di diversi rapporti tecnici LIGO e lavori presentati a conferenze nazionali e internazionali.
Gloria Ravegnini, 33 anni, si è formata a Bologna in biotecnologie farmaceutiche e ha conseguito il dottorato in scienze farmacologiche e tossicologiche, dello sviluppo e del movimento Umano. Attualmente sta completando il dottorato in oncologia, ematologia e patologia supportata da una borsa di Msd Italia (Merck Sharp & Dohme Corporation) e Sif (Società Italiana di Farmacologia).
Spiega Jean-Paul Agon, presidente della Fondazione L’Oréal: «Il nostro programma ha compiuto grandi passi in avanti nell’aiutare le donne a ottenere un riconoscimento all’interno della comunità scientifica, ma l’empowerment delle scienziate non è solo una sfida rivolta alle donne che condividono questo spirito o alle organizzazioni innovative. Se intendiamo costruire un mondo inclusivo e sostenibile per tutti, cambiare le mentalità e trasformare i sistemi è nell’interesse di ciascuno di noi. Le donne e gli uomini hanno tutti un ruolo da svolgere ».