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Riapre venerdì 3 luglio, il Parco Sommerso di Gaiola e l’accesso alla spiaggia libera. Grazie a un protocollo d’intesa tra il Comune di Napoli, il Parco Sommerso di Gaiola, ente gestore del Parco, l’Autorità Portuale ed i Carabinieri del Nucleo Tutela patrimonio Culturale. Intanto il Museo archeologico nazionale di Napoli, che ha intessuto una fitta rete con istituzioni culturali ed Università, promuove un “manifesto” per la Gaiola, che riceviamo e volentieri pubblichiamo di seguito. Tra i primi 50 firmatari, con il direttore del Mann Paolo Giulierini, Fabio Pagano che guida il Parco Archeologico Campi Flegrei e Maria Rosaria De Divitiis , presidente FAI Campania.

A Napoli esiste un Luogo della cultura unico al mondo. Unico al mondo per essere probabilmente la perfetta sintesi tra la storia della natura, la storia dell’uomo e quella dei vulcani che da sempre forgiano le nostre terre. Si chiama Parco Sommerso di Gaiola, un patrimonio di tutti, da amare e da proteggere.
La storia ci dice che proprio per la bellezza e amenità dei luoghi nel I Sec. a.C. il ricco Cavaliere romano Publio Vedio Pollione volle costruire qui la sua villa d’otium che chiamò Pausilypon, “luogo dove cessano gli affanni”. Alla sua morte divenne dimora imperiale, ed oggi le testimonianze di questo antico sfarzo sono sparse ovunque, sopra e sotto la superficie del mare. Risalendo la collina dalle profondità marine, infatti, si passa dai resti di strutture portuali, peschiere, e aree termali fino a giungere sulle sommità dove sorgono l’Odeion ed il Teatro oggi racchiusi nel Parco Archeologico ambientale del Pausilypon.
In epoca più recente l’area divenne tappa obbligata dei viaggiatori del Grand tour e poi  a partire dalla fine dell’ottocento proprietà di facoltosi personaggi come Paul Getty, Maurice Sandoz, Gianni Agnelli, fino a quando nel 1989 la villa sull’Isola fu messa all’asta giudiziaria e passò in mano pubblica. In poco meno di 20 anni l’area purtroppo andò incontro ad un progressivo degrado che ne trasfigurò la sua stessa identità.
Nel 2002 l’istituzione del Parco Sommerso di Gaiola ed il paziente lavoro di recupero dal basso di un gruppo di ricercatori hanno tenacemente ridato dignità e bellezza al sito.
Quel gruppo di ricercatori, il Centro Studi Interdisciplinari Gaiola onlus, è un esempio virtuoso di questa Città, che il Ministero dell’Ambiente e quello dei Beni culturali, di concerto, hanno riconosciuto quale Ente gestore del Parco, e oggi come allora continua a remare sempre nella stessa direzione, quella della salvaguardia di un bene comune inestimabile.
E’ importante ricordare che il Parco Sommerso di Gaiola è oggi sia una Riserva marina dello Stato, (Decreto Interministeriale 7 agosto 2002) che un ‘Luogo della cultura’ (art. 101 del Decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 “Codice dei beni culturali e del paesaggio”) e in queste sue due anime risiede la sua unicità, di patrimonio naturalistico e culturale.
Come è noto l’emergenza Covid ha avuto un effetto deflagrante sull’intero Paese e sul settore dei beni culturali che pian piano stanno trovando la strada della riapertura seppur tra le tante difficoltà e un complesso quadro normativo da seguire per tutelare la salute dei cittadini e riaprire al mondo le porte del nostro patrimonio.
Tra questi, il Parco Sommerso della Gaiola si trova a percorrere una strada più erta rispetto a molti altri luoghi della cultura, proprio per la sua particolarità e fragilità. Mentre si accolgono con entusiasmo le riaperture di vari siti culturali, chiusi per i medesimi motivi,  e si prepara per il 5 luglio l’auspicata ripresa delle visite al limitrofo Parco del Pausilypon, il rischio è che il Parco Sommerso di Gaiola venga considerato meramente per questioni relative agli aspetti legati alla balneazione tralasciando l’immenso valore storico, culturale e naturalistico del sito stesso.
Sosteniamo quindi il CSI Gaiola onlus nella quotidiana e caparbia lotta di salvaguardia di questo straordinario tesoro della nostra Città, e invitiamo le Amministrazioni locali e i cittadini con i loro comportamenti consapevoli , ad affiancare il Soggetto gestore affinchè la riapertura al pubblico del Parco Sommerso di Gaiola, dopo questo duro e provante periodo di crisi per tutto il Paese, sia accompagnata da un nuovo paradigma di fruizione del sito, che metta al primo posto la tutela del nostro patrimonio culturale e ambientale nel rispetto dei luoghi  e dei visitatori. Lavoriamo insieme per difendere e valorizzare un luogo unico al mondo.
Nella foto in alto, la bellezza della Gaiola

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