«Proveremo a tornare». Visibilmente commosso, Paolo Giulierini, il direttore del Museo archeologico nazionale di Napoli (ormai affettuosamente chiamato da tutti con il suo acronimo, il Mann) così si è congedato da giornalisti e amici presenti nell’auditorium del braccio nuovo pochi giorni fa presentando il corposo volume del rapporto annuale 2022/23 (Electa editore) e quello molto più snello di “Otto anni alla guida del Mann” (Arte’m edizioni).
Quest’ultima è una scorrevole conversazione di Giulierini con Ludovico Solima (ordinario di management e imprenditorialità nelle imprese culturali al dipartimento di economia dell’università campana, Luigi Vanvitelli, a cura di Serena Venditto.
Un bilancio di fine mandato corredato dalle belle foto di Luigi Spina, Valentina Cosentino, Claudia Pescatori, una riflessione su quello che è stato fatto dall’inizio del suo insediamento fino a oggi. Un percorso in cui quello che si può definire un gigante addormentato è stato risvegliato e immerso nella nostra realtà tecnologica, arrivando a piazzarsi tra i musei di rano, come gli Uffizi e la galleria Borghese.
Proverà a tornare nel luogo che ha rilanciato nell’orbita internazionale, Paolo Giulierini, creando una squadra affiatata e valorizzando ciascuna risorsa del museo: proprio a novembre, in fatti, sarà lanciato il bando di concorso e a febbraio sapremo chi sarà alla guida di questo Mann ormai in corsa accelerata verso il futuro.
L’uscita da direttore domani, 14 novembre: Giulierini lascia un cantiere in fermento tra restauri e nuove aperture. E in coincidenza con la presentazione del report di fine anno, è giunta simbolicamente al Museo la seconda parte dell’iscrizione che coronava il fregio del tempio dei Dioscuri (I sec. d.C.).
Sarà un prestito di lunga durata, garantito dalla Curia arcivescovile di Nola e promosso dalla Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per l’area metropolitana di Napoli (guidata da Mariano Nuzzo) che consentirà di completare quanto scritto sul fregio del tempio: la prima parte dell’epigrafe, con il nome del dedicatario Iulio Tarso, appartiene al Mann.
Questo di Casamarciano è il secondo frammento superstite, scoperto nel 2020 e reca parte del nome dei dioscuri.
Spiega Giulierini:  «La sezione Neapolis aprirà a fine 2024 e l’arrivo dell’epigrafe sancisce tre elementi: il riferimento costante alla città, la necessità di interagire con il territorio, la programmazione di ricerche scientifiche di rilievo».
In questi 8 anni attraverso circa 300 mostre all’estero, una politica culturale realizzata anche dai i social media, riaperture e tante iniziative finalizzate a coinvolgere la cittadinanza, Il Mann è diventato un fedele amico per chi abita in città e per chi la visita.
Da quando era distrattamente visitato a oggi che ha raggiunto il traguardo delle 500mila persone che lo ammirano, il Mann avanza a passo deciso verso le nuove prospettive disegnate dal direttore/manager.
Tra queste, Il tesoro della legalità, collegato alla valorizzazione dei depositi, progetto in collaborazione con la Procura di Napoli, carabinieri e Università Federico II, «un’idea per Palazzo Fuga e il Mann-2».
Opere rubate e recuperate dagli anni Sessanta del secolo scorso fino al 2017 ora in custodia giudiziaria nell’Istituto, oltre 10.000 reperti di diversa natura, una collezione da esporre nelle sezioni del Mann-2, appunto, ricavate nell’Albergo dei poveri, finalmente proiettato in una nuova concreta dimensione urbana.
Il progetto punta a creare una coscienza critica e storica verso un fenomeno purtroppo antico e profondamente radicato, quello del trafugamento di opere d’arte e della falsificazione. Finora sono stati “liberati” dai sigilli circa 5000 oggetti, su un totale stimato di oltre 15mila reperti, diversi per materiale, cronologia e tipologia, riconducibili non soltanto al territorio campano, ma più in generale a tutta l’Italia meridionale e oltre.
Intanto, il calendario dell’Archeologico non si ferma. E domani, martedì 14 novembre alle 12, ancora una volta nell’auditorium, Il Mann ospiterà la conferenza stampa del progetto “Positano: la Villa Romana si racconta”. Giulierii ci sarà ancora, e con lui, parteciperanno al dibattito, Cherubino Gambardella (ateneo Luigi Vanvitelli), Giuseppe Guida (sindaco di Positano), Raffaella Bonaudo (soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Salerno e Avellino) e Laura Valente (curatrice scientifica del progetto). Conclude Michele De Lucia (consigliere del ministro della Cultura per le politiche del Mediterraneo). In anteprima sarà presentato il fumetto “Isadora”, realizzato dalla Scuola Italiana di Comix.
L’idea, vincitrice del bando del ministero dell’Interno per i borghi d’arte, prevede un’articolata compagna di valorizzazione, che farà anche tappa al Mann.
 «Quello che non sono riuscito a fare è completare tutto quello che avevamo dichiarato, ci troveremo a uno spartiacque in cui avremo realizzato l’80 per cento o forse un po’ di più, mentre il restante è in corso, ed è progettato. Chiaramente avrei voluto completare tutto, ma è forse proprio l’idea di completare un progetto di museo che è completamente impossibile. Quello che non mi sarei mai aspettato, e lo dico a rischio di essere banale, è l’abbraccio della città. E credo che questo sia l’unico, vero, senso di questi anni». Così Giulierini chiude la sua chiacchierata di fine mandato con Solima, ma non la sua storia d’amore con Napoli. Come continuerà, lo vedremo nei prossimi mesi.
Per saperne di più
https://mann-napoli.it/

Qui sopra, Giulierini nelle nuove sale dove saranno ospitate la collezione vascolare e la sezione dedicata ai tesori della legalità; in copertina, il trasporto al Mann della lastra di Casamarciano

Farewell from Man/ Director Paolo Giulierini: “I will try to come back. The embrace of Naples is something I never expected at the beginning of my mandate”

“We will try to come back”. Visibly moved, Paolo Giulierini, director of the National Archaeological Museum of Naples (now affectionately known by everyone by its acronym, the Mann), bade farewell to journalists and friends present in the auditorium of the new branch a few days ago, while presenting the thick volume of the Annual Report 2022/23 (Electa editore) and the much slimmer volume “Eight years at the helm of the Mann” (Arte’m edizioni).
The latter is a fluent conversation between Giulierini and Ludovico Solima (Professor of Management and Entrepreneurship in Cultural Enterprises at the Department of Economics of the University of Campania, Luigi Vanvitelli, curated by Serena Venditto).
An end-of-term evaluation, accompanied by the beautiful photos of Luigi Spina, Valentina Cosentino and Claudia Pescatori, a reflection on what has been done from the beginning of his appointment until today. A journey in which what could be called a sleeping giant has been awakened and immersed in our technological reality, coming to rank among the top museums such as the Uffizi and the Borghese.
He will try to come back to the place that he has relaunched in the international orbit, Paolo Giulierini, creating a cohesive team and enhancing each of the Museum’s resources: Just in November, in fact, the call for competitions will be launched and in February we will know who will be at the head of this museum now in an accelerated race towards the future.
Exit of the director tomorrow, November 14th: Giulierini leaves a site in ferment between restorations and new openings. And at the same time as the presentation of the annual report, the second part of the inscription that crowned the frieze of the Temple of the Dioscuri (1st century AD) has symbolically arrived at the Museum.
It is a long-term loan, guaranteed by the Archiepiscopal Curia of Nola and promoted by the Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio for the metropolitan area of Naples (headed by Mariano Nuzzo), which will allow to complete what is written on the temple frieze: the first part of the epigraph, with the name of the dedicatee Iulius Tarsus, belongs to the Mann.
The one from Casamarciano is the second surviving fragment, discovered in 2020, and bears part of the name of the dioscuri.
Giulierini explains: “The Neapolis section will open at the end of 2024, and the arrival of the epigraph enshrines three elements: the constant reference to the city, the need to interact with the territory, and the programming of relevant scientific research”.
In these 8 years, through about 300 exhibitions abroad, a cultural policy also carried out through social media, reopenings and many initiatives aimed at involving the citizens, The Mann has become a faithful friend for those who live in the city and those who visit it.
From the time when it was first visited, to today, when it has reached the milestone of 500,000 visitors, the Mann is moving forward at a steady pace towards the new perspectives designed by its director/manager.
Among these are “The Treasure of legality”, a project in collaboration with the Naples Public Prosecutor’s Office, the Carabinieri and the University Federico II, “an idea for Palazzo Fuga and Mann-2”.
The project aims to create a critical and historical awareness of an unfortunately ancient and deeply rooted phenomenon, that of art theft and forgery. So far, about 5,000 objects have been “liberated” from the seals, out of an estimated total of more than 15,000 artifacts, varying in material, chronology and type, which can be traced not only to the Campania region, but more generally to all of southern Italy and beyond.
Meanwhile, the archaeological calendar does not stop.
And tomorrow, Tuesday, November 14, at 12 noon, once again in the auditorium, The Mann will host the press conference of the project “Positano: the Roman Villa is told”. Giulierini will be present again, together with Cherubino Gambardella (Luigi Vanvitelli University), Giuseppe Guida (Mayor of Positano), Raffaella Bonaudo (Superintendent of Archaeology, Fine Arts and Landscape for the provinces of Salerno and Avellino) and Laura Valente (scientific curator of the project). Michele De Lucia (Advisor to the Minister of Culture for Mediterranean Policies) will conclude the event. A preview of the comic strip “Isadora”, created by the Italian School of Comix, will be presented.
The idea, winner of the call of the Ministry of the Interior for art villages, includes an articulated improvement campaign that will also stop at the Mann.
“What I have not been able to do is to complete everything that we have stated, we will be at a turning point where we will have achieved 80 percent or maybe a little more, while the rest is in progress and being planned. Of course, I would have liked to complete everything, but perhaps the very idea of completing a museum project is completely impossible. What I never expected, and I say this at the risk of being trite, is the embrace of the city. And I think this is the only true meaning of these years”. Thus Giulierini ends his interview with Solima, but not his love affair with Naples. We will see how it continues in the coming months.
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https://mann-napoli.it/

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