Quando si è scatenata la tempesta chiamata Covid il Mann, che tutti a Napoli chiamano semplicemente il Museo, non ha mai abbandonato la speranza. Il direttore Paolo Giulierini e la sua squadra hanno guardato oltre, lavorando tenacemente, fiduciosi che l’antico palazzo degli studi avrebbe riaperto le proprie porte al pubblico.

Affresco del gioco del chiodo. In copertina, la grafica dedicata alla mostra di Caruso


E questa luce programmatica risplende in un giorno importante per l’Archeologico napoletano: la presentazione del volume dell’annual report 2020, con le sue oltre trecento pagine di analisi, dati e progetti  chiude il cerchio nella rendicontazione dei risultati come dovere di trasparenza verso il pubblico.
Al di là dei numeri, lo studio riflette l’emergenza della pandemia e fa affiorare lo spirito collettivo che ha permesso di continuare online il rapporto con il pubblico: o grazie al contatto (virtuale) con il pubblico. 
Ideato e curato da Ludovico Solima (Università della Campania “Luigi Vanvitelli”) in coordinamento con lo staff del Mann edito da Electa, il report ripercorre un anno difficile in cui la tecnologia ha avuto un ruolo da protagonista,
Il pubblico del sito web ha quasi doppiato gli ingressi in loco (129mila presenze al Museo, 236mila visite al portale istituzionale), mentre fan e follower sui canali social, da Facebook a Instagram, includendo i recensori di Google e TripAdvisor, sono stati oltre 150mila.
Rilanciato anche il canale Youtube, con 72mila visualizzazioni. Nonostante le difficili fasi di chiusura, il Museo ha promosso alcuni importanti eventi espositivi: in febbraio, infatti, è stato completato il riallestimento della sezione permanente dedicata a Preistoria e Protostoria, mentre in giugno è stato inaugurato il percorso temporaneo sugli Etruschi. A gennaio, prima della pandemia, era stata programmata la mostra interattiva su “Lascaux 3.0”, purtroppo non fruibile alle scolaresche per l’emergenza Coronavirus. 
Lasciata alle spalle l’oscurità del contagio, con un bilancio di 135mila da giugno a ottobre 2021, il periodo natalizio sarà caratterizzato da una variegata offerta culturale. Si parte dalla mostra “Gladiatori”, prorogata ad aprile 2022, che presenta 160 reperti nel Salone della Meridiana per raccontare un mito di tutti i tempi; nel Braccio Nuovo del Museo, è aperta la Sezione didattica e tecnologica “Gladiatorimania”.
Tra le tante proposte, le Fotografie di Antonietta De Lillo. La storia in presa diretta (22 novembre 2021- 3 maggio 2022): il percorso  espositivo si sviluppa in quattro sale (accanto al  Salone della Meridiana) e  presenta oltre cento scatti  inediti, tratti dall’archivio della regista napoletana, allora giovane fotoreporter. Dalle prime immagini in ‘presa diretta’, scattate poche ore dopo il terremoto del 23 novembre,  al dramma delle popolazioni dell’Irpinia, Scene drammatiche accompagnate dalle voci dei giornalisti che raccontarono quelle ore tragiche.
Realizzata  in collaborazione con Marechiaro film, patrocinata dall’Ordine dei giornalisti della Campania, la mostra si rivolge in particolare ai giovani e alle scuole. 
E ancora Giocare a regola d’arte  (2 dicembre 2021- 2 maggio 2022): a cura di Paolo Giulierini ed Ermanno Tedeschi, l’allestimento nelle sale degli affreschi raccoglie circa cento reperti, di cui cinquanta, in gran parte inediti e provenienti dai depositi, appartengono alle collezioni del Museo Archeologico Nazionale di Napoli. Sei le sezioni del percorso: 1. Infanzia; 2. Fanciullezza; 3. Il gioco semplice;  4. I giochi che fanno crescere; 5. I giocattoli; 6. I giochi che fanno diventare grandi.


Statuetta con Cerbero, foto di Luigi Spina

 Il percorso include un focus sulla rappresentazione del mondo infantile nell’arte ellenistica e romana, seguendo poi un itinerario tra gli oggetti che accompagnano le diverse fasi di vita dei più piccoli. Si parte dai poppatoi per giungere, progressivamente, ai giochi di emulazione e all’intrattenimento “didattico” per i bambini dell’antichità.
Grande attesa per Divina Archeologia. Mitologia e storia della Commedia nelle collezioni del Mann (6 dicembre- 2 maggio 2022): progettata nell’ambito delle celebrazioni per Dante700, l’esposizione , curata da Valentina Cosentino, presenta, nelle sale degli affreschi, 56 reperti, in alcuni casi inediti, per raccontare storie e personaggi della Commedia, creando così un suggestivo legame con la rappresentazione iconografica antica.
Non poteva mancare nel centenario della sua scomparsa, l’omaggio a Enrico Caruso. Da Napoli a New York (dicembre 2021- aprile 2022): nel Braccio nuovo del Museo. La mostra, prodotta da Regione Campania, è organizzata dalla Fondazione Film Commission Regione Campania e da Fondazione Campania dei Festival.
Il percorso, che raccoglie fotografie, video e registrazioni audio delle produzioni discografiche di Caruso, nasce anche dalla collaborazione con la Discoteca di Stato. L’esposizione, curata da Giuliana Muscio con Simona Frasca per la parte musicale, inaugura un itinerario di ricerca che lega il Mann alla tradizione melodica locale che, per la sua straordinarietà, ha assunto una dimensione ormai internazionale.
E dal primo dicembre, i visitatori del Museo saranno accolti nell’atrio da un albero di design ma anche da un’installazione del Presepe Continuum, firmato dall’Associazione presepistica napoletana.
Filo conduttore del racconto del 2021 è l’Unità d’Italia, con rappresentazioni dei Borbone, dei Savoia e di Garibaldi e ricostruzioni del Museo in quell’epoca.
Infine, il calendario del 2022  della Scuola italiana di Comix per il Mann: dopo l’ambiente e le fatiche di Ercole, i disegnatori si concentrerà dedicano la loro fantasia al concetto di integrazione.

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