Uno spettacolo forte per il secondo titolo di “Scena aperta”al Maschio Angioino. La rassegna del Teatro stabile di Napoli propone ‘Nzularchia. In lettura e in corpo. Una performance inedita di Mimmo Borrelli che ne ha scritto anche il testo vincitore del Premio Riccione 15 anni fa. Lo spettacolo sarà rappresentato al 9 all’11 luglio alle 21, ma l’ingresso è previsto mezz’ora prima per le misure anticovid.
Scrive l’autore: «Un’indagine impossibile, dove l’indiziato è un padre camorrista che toglie la vita ai figli, impedendone la nascita».
E spiega il perché di questa messinscena: « La prima verifica di un mio testo consiste in una lettura che di solito concedo a pochi intimissimi e fedeli amici. Una lettura in cui spiego prima le ingarbugliate trame dell’eventuale agone scenico e poi mi ci immergo interpretandone e chiarendo le dinamiche di tutti i personaggi. Per questa occasione ho ritenuto opportuno allargare l’egoismo di questo piacevole espediente al pubblico per cercare di approfondire ancor più incisivamente il rapporto amniotico che intercorre tra le acque in rivoli dell’artificio e le maree lunari della realtà».
Così, si riapre il teatro ammutolito, imbavagliato e sospeso, attraverso questo attimo privato per ricostruire un contatto più intimo con il pubblico, sulle macerie dell’anima diroccata dalla mancanza di fiducia del prossimo e della prossimità.
Nella foto di Marco Ghidelli, Mimmo Borrelli in un momento dello spettacolo

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