Nobili e ribelli. Lo chiamavano il bastardo e tifavano per la dinastia d’Angiò. Ma Ferrante, figlio illegittimo di Alfonso d’Aragona, salito al trono di Napoli, riuscì a debellarli. Siamo nella metà del quindicesimo secolo.
La storia è ripercorsa da una mostra multimediale, “La congiura dei baroni”, accessibile da domani, venerdì 10 settembre, alle 12, al Maschio Angioino,  alla presenza di Annamaria Palmieri, assessore all’istruzione, alla cultura e al turismo del Comune di Napoli.
Organizzata in collaborazione con il Comune di Napoli e promossa con il contributo di Scabec S.p.A., è inserita nel palinsesto del progetto “Creator Vesevo in cammino tra le gemme UNESCO da Napoli a Pompei ”, finanziato con fondi a valere sul ‘POC Campania 2014/2020’. 
Resterà allestita fino a marzo con supporti tecnologici: un’iniziativa importante per le scuole ma anche per i cittadini  napoletani, che avranno occasione, nel museo civico della loro città, di approfondire passaggi chiave di epoche lontane su cui si fonda il nostro presente. 
Non a caso è stata scelta come sede dell’evento Castel Nuovo, chiamato anche Maschio Angioino: qui fu lo stesso Ferrante a inscenare la trappola. Li invitò nella sala con la scusa di celebrare le nozze della nipote, ma i baroni furono arrestati e uccisi.
Curata da Gianni Nappa, l’esposizione presenta, attraverso gli scritti degli studiosi Francesco Senatore ed Elisabetta Scarton e  stralci di un manoscritto del ‘400 del Ferraiolo, illustrazioni e  contenuti multimediali, un percorso di visita di facile lettura, divulgando capitoli del dominio aragonese e i tesori artistici e architettonici legati all’episodio storico. Il racconto parte dal Castello di Miglionico in Basilicata, nel quale nel 1485 gli aristocratici ordirono il complotto contro Ferrante.
Le postazioni multimediali fornite dalla Ormu S.r.l. accolgono visitatrici e visitatori all’ingresso con slide, con il documentario “Da Miglionico a Castel Nuovo” e l’app realizzata da Sunesys dedicata al castello, tra news ed eventi. Art director dell’evento, Ester Esposito, che con il team della GlobalStrategies S.r.l. ha curato  organizzazione, progettazione grafica e degli allestimenti e realizzazione dei contenuti multimediali.
I contenuti della mostra sono in italiano e inglese, mentre una proiezione olografica mostrerà i volti dei regnanti aragonesi e particolari delle opere architettoniche da loro realizzate. .
Spiega il curatore: «Le due antisale dei baroni in cui abbiamo realizzato il progetto, ci accolgono dopo 535 anni da quel 1486, quando la congiura trovò il suo epilogo nella sala dei baroni, che prende il nome proprio da questi avvenimenti. La mostra darà la possibilità di capire le guerre, le dispute e gli intrecci dinastici di un tempo in cui si formarono le grandi dinastie europee che avrebbero dominato l’Europa e il Mediterraneo».
In copertina, il Maschio Angioino nello scatto di Mrdidg da Pixabay 

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