“passeggero di un destino che non ti appartiene ma ovunque lo vorrai sarai il centro del mondo “ ( marta sui tubi ) 

La verità è che uomini e donne, cani e cavalli, artisti e curatori sono le persone meno adatte a stare fermi su questa terra. L’unica cosa che possiamo fare è girare, muoverci, continuare ad andare e ogni tanto di rimando, tornare alle proprie origini dopo aver conosciuto l’altro, diverso da noi, uguale a noi. Siamo fiume, barca che viaggia, zattera che naviga a vista.
Ci è concesso qualche volta una breve sosta, un punto ristoro, una camera con vista sul deserto della nostra breve esistenza. Una fermata a richiesta in uno di quei luoghi non luoghi che sono le stazioni dei treni, come la stazione RFI AV Napoli Afragola, una cattedrale per devoti viaggiatori, opera architettonica suggestiva e imponente creata da Zaha Hadid che per il suo progetto si è ispirata all’idea di ponte, visto come superamento di una frattura, collegamento e unione tra due sponde di uno stesso fiume, divise da acqua che scorre, che tutto cambia e porta via, restando sempre uguale a sè pur essendo per natura diversa, come anche l’uomo. 
 Ecco perché nell’ambito della rassegna “Traveling with Zaha” su iniziativa dell’architetto Antonella Iovino e con la curatela di Cynthia Penna, artisti di fama internazionale, in questo caso due americani, si confrontano con la suggestione che una stazione così particolare, come questa di Afragola può offrire.

Qui sopra, da sinistra, Antonella Iovino, Cynthia Penna e Yuri Boyko. In alto,
il pubblico all’inaugurazione

Nasce così una mostra fiume, nel vero senso della parola, dove le opere sembrano mutare davanti agli occhi di spettatori attenti e di passanti con trolley curiosi.  
Gli artisti si fanno acqua e cambiano, si inventano e inventano un mondo che collega e unisce, fatto a immagine e somiglianza dell’uomo. Binari e corsi d’acqua, ponti e autostrade, gente che muta pelle a rappresentare un’ umanità che non vuole più barriere, niente ostacoli insormontabili, nessun freno.
Claudio Santini e Yuri Boyko, i due artisti, hanno visioni differenti , modi diversi di concepire la stessa capacità umana di modificarsi e connettersi.
Ogni volta che entriamo in contatto con un’altra persona cambiamo, impariamo, cresciamo. Ogni volta che siamo in viaggio, lo siamo prima di tutto in noi stessi.
Nelle opere di Santini il movimento si fa quasi astratto, linee che sembrano tendere all’infinito si incontrano e formano legami, il passaggio dell’uomo è fondamentale. L’uomo crea unione dove prima non c’era. Strade che connettono, ponti che mettono in relazione persone.
Opere dal forte impatto cromatico esplodono in deflagrazioni colorate a rappresentare il movimento dell’essere umano sulla Terra.  Un movimento universale che in quanto abitanti di questo pianeta abbiamo sempre fatto.

Ecco i ritratti di Boyko
Autostrade di Claudio Santini


Il viaggio è parte di noi e tutti i chilometri che percorriamo, la polvere che prendiamo e le persone che incontriamo, che fanno di noi la meraviglia che siamo: Yuri Boyko lo rappresenta nelle sue foto.
Ritratti di persone, volti di passeggeri ideali e non solo che attraversano l’universo intero. Il tempo del viaggio ci segna, negli occhi, nelle rughe, nelle espressioni.
Ancora più potente è però quella trasformazione umana, quella crescita personale che viene dall’interscambio di culture. Ogni volta che entriamo in contatto con un altro diverso da noi subiamo un mutamento culturale e morale. La ricchezza è proprio questo continuo cambiamento che avviene quando gli esseri umani si toccano.
La stazione più che un non luogo è il luogo per eccellenza dove tutto cambia e si trasforma, dove il fiume di persone che siamo trova tempo e spazio prima di disperdersi nuovamente per germogliare altrove. Prima che nuove facce sorridenti incontrino i nostri sguardi, prima che nuove autostrade colleghino città e e stazioni.
LA MOSTRA
Identità transitorie
Art 1307
Yuri Boyko, Claudio Santini
Stazione RFI AV Afragola
dal 06 Novembre 2021 al 28 Febbraio 2022

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