I laboratori all’interno di una comunità letteraria permettono una peculiare declinazione del coltivarsi e del coltivare; basterebbe incontrarsi, confrontarsi e dialogare come pari per veder fiorire costantemente i singoli autori della comunità.

Qui sopra, Valeria Marchese. In copertina, Valeria Marchese


Lo scambio di idee era alla base dei circoli letterari di ‘800-‘900, poi, con la compressione del singolo a ingranaggio della macchina produttiva consumistico-capitalista, si è persa la dimensione dell’incontro come condivisione di pensieri e scambio orizzontale, ereditata da (alcuni) laboratori. Tempo scritto di Valeria Marchese (17 anni), promosso dall’associazione Poesie Metropolitane, eredita questo approccio.
Facciamo, però, un passo indietro. L’incontro tra Valeria e Poesie Metropolitane avviene nel 2019, quando il giornalista Antonio Ciccarelli legge le poesie prodotte da Valeria durante il laboratorio Intimate portraits e contatta, con fervido entusiasmo, Rosa Mancini, presidente di Poesie Metropolitane, e, da lì, Valeria entra a far parte dell’Associazione.
Nell’agosto del 2020 nasce l’idea (e forse anche l’esigenza) di creare un laboratorio che aiutasse a metabolizzare quanto accaduto durante la I ondata; con l’arrivo della II ondata questa idea diventa quasi una necessità, portando così, nel novembre dello stesso anno, alla nascita del laboratorio Tempo scritto.
Con la II edizione, nel gennaio 2021, il laboratorio si arricchisce con un esperimento editoriale; gli elaborati prodotti dal laboratorio vengono raccolti e inseriti in una raccolta dal titolo Tempo scritto – Dialogo con la solitudine, curata da Valeria e pubblicata in self publishing da Poesie Metropolitane.
L’opera è divisa in due sezioni principali, ovvero Testi prodotti durante il laboratorio “Tempo scritto” e Testi prodotti durante il laboratorio musicale con Davide Dipinto e il suo album “Intimate Portraits”. La prima sezione, a sua volta, è divisa in 6 esercizi; ciò che colpisce è vedere la stessa Valeria comparire tra le fila dei partecipanti al laboratorio, quasi fosse allieva e maestra di sé stessa.
Tornando, però, al laboratorio, è importante dire che la III edizione inizierà il 15 novembre da remoto, come le precedenti, e anche al termine di questa edizione verrà creata una raccolta. Per informazioni su orari e struttura del laboratorio vi invito a contattare i canali social di Poesie Metropolitane.
Una delle poche cose che abbiamo imparato nella pandemia è l’importanza del dialogo, prima con sé stessi e poi con l’altro. Per quanto la scrittura possa essere o meno un pretesto per guardarsi dentro, di sicuro farlo in compagnia di una comunità rende il tutto più sostenibile e autentico.
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