Dopo il lockdown, anche il San Carlo pensa al futuro. E il nuovo sovrintendente Stéphane Lissner presenta la stagione 2020 – 2021, indicando anche le date dell’Opera estiva.
Per la prima conferenza stampa dopo la quarantena, si illumina addirittura la sala del Massimo e non mancano le foto alla platea di giornalisti, socialmente distanziati nelle rare poltrone lasciate libere, muniti tutti di mascherina.
Siamo contenti di questa giornata, dice il sindaco De Magistris da presidente sia della Città Metropolitana sia della Fondazione Teatro San Carlo,  Napoli affonda le sue radici nella cultura, e il suo futuro è nella cultura.
Apre Lissner, leggendo una lettera del Presidente di Regione De Luca, atteso quanto assente, che non manca di citare i finanziamenti previsti, 10 milioni di cui 5 subito per favorire, da un lato, la collaborazione con l’Università Federico II per il lancio di una piattaforma multimediale che porti le produzioni del San Carlo anche in luoghi altri dal Teatro, dall’altro, la ripresa dell’opera estiva con eventi di grande spessore.
Il 23 e il 25 luglio si parte con Tosca in una Piazza del Plebiscito a misura di emergenza. Una prima dedicata agli operatori sanitari e al personale ospedaliero, con protagonista la cenerentola di San Pietroburgo Anna Netrebko, diretta da Juraj Valcuha.
Il  28 e il 31 luglio Anna Pirozzi sarà Aida, sotto la direzione di Michele Mariotti affiancata da Jonas Kaufmann (Radamès).
Chiude il 30 luglio la Nona di Beethoven, la sinfonia della rinascita, diretta ancora da Juraj Valcuha e che vede sul palco il coro e l’orchestra del San Carlo.
Nel ringraziare i rappresentanti dei lavoratori per la sensibilità dimostrata in questi mesi,  Lissner ci tiene a dire che non è un fanatico dei nazionalismi artistici, sottolineando tuttavia che per ripartire sarà fondamentale l’impegno nel favorire coro e orchestra locale, ma anche ingaggiare i maggiori talenti italiani, protagonisti di una fase che, si spera, scriva una pagina di storia del Teatro. E non solo. 
Lissner, insediatosi ufficialmente il primo aprile, vuole lasciare a Napoli un ciclo operistico sulla falsa riga del decennio 50-60 del secolo scorso, portandovi i grandi dell’opera dei tempi nostri.
Un programma in parte delineato, con le stagioni 21/22 e 22/23 già definite, e che legherà al San Carlo uno dei periodi di maggiore internazionalità della sua storia.
La stagione 2020-2021 parte il 4 dicembre, con La Bohème di Puccini: regista Emma Dante per il suo debutto a Napoli. 12 titoli d’opera tra cui 7 italiani, 5 di balletto e 17 concerti.
Una stagione che vedrà esordi e riconciliazioni alternarsi, con prime di eccezione come quella della diva Aida Garifullina o Zeljko Lucic, le apparizioni di Julie Fuchs, Jessica Pratt, George Gagnidze, Javier Camarena, Lawrence Brownlee, Stephen Costello, Ailyn Pérez, Xabier Anduaga.
Di spessore e commozione il ritorno a Napoli del Maestro Muti, che dirigerà il Don Giovanni di Mozart, e ritornerà nella stessa stagione in concerto con i Wiener Philharmoniker, al San Carlo dopo 18 anni dall’ultima volta.
Tra le regie di particolare interesse quella di Ferzan Ozpetek, che ricalca il sodalizio tra Opera e Cinema come già visto per la Tosca di De Angelis.
Il regista turco naturalizzato italiano firmerà la  pucciniana Madama Butterfly e  La Traviata di Verdi.  Il San Carlo riparte, tentando di affermare il ruolo pubblico del Teatro in una tensione tra nuove tecnologie e classici, tra innovazione e tradizione, guardando serenamente al tempo che verrà.
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Per saperne di più
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Nella foto, al san Carlo, con distanziamento sociale

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