Un po’ di Napoli a Roma. Tra le opere esposte a Palazzo Barberini fino al 30 luglio, sede delle Gallerie Nazionali di Arte Antica, per la mostra L’immagine sovrana. Urbano VIII e i Barberini, a cura di Maurizia Cicconi, Flaminia Gennari Santori, Sebastian Schütze, ce ne sono due in prestito da Capodimonte.
La mostra celebra il profilo culturale e politico di Urbano VIII, il papa che più di ogni altro incise sul pensiero filosofico, sul sapere scientifico e sulle arti del Seicento, con l’obiettivo di illustrare come il pontefice privilegiò l’egemonia culturale in funzione dell’azione politica e di governo.
In mostra più di 80 opere della collezione Barberini, smembrata nei secoli e attualmente conservata nei principali musei del mondo: adesso tornano per la prima volta nella loro sede originaria.
Nella Sezione 11 del percorso, “Intorno all’alveare”, incentrata su alcuni episodi di collezionismo di personaggi del più stretto entourage della famiglia Barberini, spiccano le due opere provenienti dal Museo e Real Bosco di Capodimonte, opere entrambe di Simon Vouet: l’Angelo con la lancia e la spugna, 1626-1627 e l’Angelo con la tunica e i dadi, 1626-1627.
Fu Monsignor Ascanio Filomarino (1584-1666), cardinale e arcivescovo di Napoli, uno dei più rilevanti mecenati del pontificato barberiniano, a commissionare la serie degli angeli con i simboli della Passione al rientro delle missioni diplomatiche in Francia e in Spagna, al seguito del cardinale nepote Francesco (1625-1626).
Per saperne di più
www.barberinicorsini.org

Napoli, Museo e Real Bosco di Capodimonte Simon Vouet, Angelo con dadi e tunica, 1615 o 1620-25, olio su tela, cm 102 x 78.In copertina, dello stesso autore, Angelo con la lancia e la spugna, 1626-1627
olio su tela, 102 x 78 cm

A little bit of Naples in the exhibition dedicated to Pope Urban VII. Among the works there are two paintings by Simon Vouet from Capodimonte

A little bit of Naples in Rome. Among the works on display at Palazzo Barberini in Rome until July 30, home of the National Galleries of Ancient Art, for the exhibition L’immagine sovrana. Urban VIII and the Barberini, curated by Maurizia Cicconi, Flaminia Gennari Santori, and Sebastian Schütze, there are two on loan from Naples.
The exhibition celebrates the cultural and political profile of Urban VIII, the pope who more than any other had an impact on philosophical thought, scientific knowledge and the arts in the seventeenth century, with the aim of illustrating how the pontiff privileged cultural hegemony as a function of political and governmental action.
On display more than 80 works from the Barberini collection, which has been dismembered over the centuries and is currently preserved in major museums around the world: now they return to their original home for the first time.
In Section 11 of the itinerary, “Around the Beehive,” which focuses on some episodes of collecting by figures from the Barberini family’s closest entourage, the two works from the Museo e Real Bosco di Capodimonte, both works by Simon Vouet, stand out: the Angel with Spear and Sponge, 1626-1627 and the Angel with Tunic and Dice, 1626-1627.
It was Monsignor Ascanio Filomarino (1584-1666), cardinal and archbishop of Naples, one of the most notable patrons of the Barberini pontificate, who commissioned the series of angels with symbols of the Passion when he returned from diplomatic missions in France and Spain, following his nephew Cardinal Francesco (1625-1626).


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