«Via le macchine da questa piazza. Così tornerà come  fu concepita: maestosa, simbolo del potere, qui proprio di fronte alla residenza dei sovrani». Più o meno queste parole pronunciò Mario De Cunzo da soprintendente ai beni architettonici e ambientali affacciandosi dall’ufficio di Palazzo reale di Napoli dove domani, alle 11, sarà ricordato nel teatro di corte, su iniziativa del Polo museale della Campania e dell’associazione Antonino Giuffré .
Con la passione che lo ha sempre guidato,  fino al maggio di quest’anno, quando si è spento, consumato dalla malattia.
Era diventato architetto laureandosi alla Federico II e facendo tesoro della lezione di maestri indimenticabili, come Roberto Pane, Morisani e Molajoli, figure di intellettuali dallo spessore nazionale.
E ancora prima della laurea aveva lavorato con Luigi Cosenza, che lui stesso definiva il più grande dei poeti dell’architettura di Napoli, pur essendo ingegnere. Poi al fianco del soprintendente Raffaello Causa, il papà delle grandi mostre napoletane  dedicate a sei e settecento.
La piazza libera era il suo sogno che si avverò in occasione del G7 a Napoli, all’inizio degli anni ’90, quando si occupò del restauro (di cui era un esperto) della residenza borbonica.

Padula| ilmondodisuk.com
Qui sopra, la Certosa di Padula. In alto, Mario De Cunzo

Un soprintendente granitico ma allo stesso tempo vulcanico e lungimirante che  seppe in Irpinia e nel Salernitano mostrare la sua forza di recupero nel dopo terremoto del novembre 1980. La Certosa di Padula fu una delle sue creature ritrovate: una struttura di bellezza eccezionale, che era rimasta dimenticata e, restaurata adeguatamente, diventò, da allora, un centro turistico.
Tra le operazioni storiche compiute, l’abbattimento del Fuenti, il mostro di cemento sulla costiera amalfitana e la demolizione di quello di Punta Perotti in Puglia dove terminò la sua carriera di soprintendente.
Di questo e di altri parleranno gli amici e  i suoi compagni di strada lunedì primo ottobre. Un modo per festeggiare un compleanno che non ha fatto in tempo a celebrare.
Tra gli altri, ci saranno, Alfonso Andria, Mirella Barracco, Antonio Bassolino (sindaco del G7), Pasquale Belfiore, Massimo Bignardi, Michele Candela, Ugo Carughi,  Nino Daniele, Vezio De Lucia, Luigi De Falco, Vega de Martini e Cesare De Seta.

 

 

 

 

 

 

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