Monica, trentottenne napoletana con la passione per l’enogastronomia è nel web dal 2007 con il suo Campania che vai, un blog nel quale racconta la sua terra, i suoi vini e suoi prodotti; e tutto quanto “va”, funziona, nella sua Campania.
Se un giorno mi trovassi a scrivere di una tale Monica Piscitelli, giornalista, scriverei cos. A tre anni suonati dal mio lancio nel web mi sembra di essere arrivata ad avere piuttosto chiaro quel che faccio e sono. Ma ancora, come per tutti i “giovani” professionisti del Sud, e che a Sud hanno deciso di restare dopo la laurea, c’è molta strada in salita da fare. Il settore enogastronomico, poi, non fa sconti a nessuno, ma mi diverte molto e mi regala tante soddisfazioni. Un consiglio: statene lontani se siete degli impazienti e il lavoro vi spaventa! L’impegno è ripagato dalle tante cose alle quali brindare. Innanzitutto l’avere la fortuna, tra la consulenza di comunicazione alle aziende, la collaborazione con il nuovo progetto vino di Slow Food e la pratica continua della scrittura, di fare ciò che amo. Il mio lavoro mi mette in contatto con una fetta sorprendentemente sana della nostra societ , che non ha perso il senso delle cose importanti e che volano alto. Parlo dei piccoli vignaioli, alcuni autentici contadini, e degli chef. Campagna e cucine sono templi per me, luoghi dove mi scopro in estatica contemplazione. Ammiro l’incrollabile determinazione di queste persone di fronte all’imponderabile andamento degli eventi: la natura matrigna e madre; i clienti imprevedibili. O ancor peggio: le bizze della moda.
I TALENTI DELLA CAMPANIA
Osservo crescere con un po’ di trepidazione, in questo settore, i tanti teneri talenti della Campania e a auguro loro non debbano aspettare troppo la ricompensa per le tante, troppe, a volte, ore di studio, di preparazione e di attesa. La qualit  per molti di loro è un’ossessione, ossessione della quale anche i più grandi chef hanno pagato all’inizio lo scotto. Ricordo qualche anno fa che uno di loro, oggi al top delle classifiche mondiali, mi disse “quando aprimmo, erano più giri di carte che di piatti”. Sono queste le storie che mi appassionano, che racconto. “Come si diventa esperta di enogastronomia?”, mi chiedono alcuni. Quasi sempre la domanda è accompagnata da un’amichevole pacca sulla spalla e dalla fatidica battuta: “sempre a mangiare e a bere, eh!?”. Si certo non spacco pietre per lavoro, ma i sacrifici non mancano: le serate in famiglia e i week end nei quali staccare la spina si contano sulle dita delle mani.
PAGINE BIANCHE
Ogni luogo, goccio di vino, piatto è una ricerca, uno spunto per un racconto, un’immagine da fissare con la mia macchina fotografica. E poi diciamolo: chi beve e mangia “per professione” non abusa mai, assaggia. I più grandi critici enogastronomici (illuminante da questo punto di vista è Ratatouille), infatti, hanno figure sottili come ostie. “Degustare non è bere o mangiare”. Un sorriso impertinente di fronte a una spiegazione del genere è nel conto di tutti quelli che lavorano nel settore. E’un gioco e io provo sempre a spuntarla portando avanti la mia piccola missione. Tutto quanto faccio, vedo, ascolto e sento è nel web, su Fb, da quest’anno, e nella rete. Il mio blog, e quello del collega Luciano Pignataro, che pubblica alcuni miei articoli, sono le pagine bianche sul quale sfogo la mia voglia di condividere quanto mi circonda. Vini degustati, prodotti dimenticati, personaggi emergenti, territori eccellenti ne sono i protagonisti che si delineano tra le righe, nella speranza di dare un contributo utile alla crescita del Sud, dell’Italia dell’agroalimentare che tante splendide frecce al suo arco ha. Cos tante da permettersi a volte di sprecarne alcune.
*blogger del gusto

Nella foto, Monica Piscitelli

Per saperne di più

www.campaniachevai.blogspot.com

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