Cammina a fatica lungo il perimetro della piazza, alle prime luci del giorno. Porta sulle spalle un grade sacco rosso debordante di pacchetti, sbuffando. Finché non si ferma davanti alla chiesa di Santa Croce e Purgatorio al Mercato. Dandole le spalle, si volta ammirando l’esedra firmata dall’architetto Francesco Sicuro che, deserta, sembra ancora più grande.
E sbotta: «Tutta Napoli ha illuminato la Camera di Commercio, ma qui non mi ha voluto… Pupazzi di neve, stelle, angeli accesi di colori… Dicono che avevano pensato di offrimi questo spazio per rischiarare il vuoto di un restauro Unesco appena terminato, ma la soprintendenza delle belle arti ha posto un veto. E perché? Piaccio tanto non solo ai bambini, anche alle loro mamme, ai papà, a tutte le famiglie. Pure i single si divertono a guardarmi mentre distribuisco regali tra la folla… Non resta che tornarmene a casa, adesso chiamo le mie fidate renne…».
E lancia un potente fischio, ma aspetta, invano. Persino le sue inseparabili amiche a quattro zampe sembrano averlo abbandonato.
Eppure, dall’adiacente piazza dove la maestosa basilica del Carmine è ancora un po’ celata dal cantiere in corso, ormai agli sgoccioli, proviene una signora anziana, si appoggia a una scopa per alleviare il peso dei suoi passi logorati dai secoli inesorabili.
«Cappuccio rosso, smettila di brontolare... E che cosa dovrei dire io… Siamo a poco meno di un mese dalla mia “notte festaiola”, una tradizione che rende felice tutta la città… non hanno organizzato nulla. Ero piena di speranze, dopo le elezioni. Aspettavo che s’insediasse la nuova amministrazione, un faro nell’oscurità di quella precedente che ha brillato per assenza e promesse mancate. E, invece, non si muove nemmeno il pulviscolo dell’atmosfera di palazzo San Giacomo…».
Babbo Natale è sorpreso dall’incursione dell’arzilla vecchietta: «Befana, ma che ci fai qui? Sei invadente. In questo periodo, la scena è solo mia. Non puoi aspettare la notte tra il 5 e il 6 gennaio? Lasciami lamentare in santa pace, ne ho tutti i motivi… E poi perché non vai a parlare con qualcuno direttamente interessato alla questione?…».
La Befana gli risponde piccata: «E secondo te io sono così stupida che blatero per perdere tempo e infastidire te? Volevo un po’ di solidarietà, che diamine… A Natale dovremmo coabitare in una pacifica vicinanza… Ma tu vuoi sempre i riflettori puntati su di te… Non ho parlato direttamente io… Chi mi avrebbe dato retta? No, mi sono rivolta ai miei amici. I due presidenti del consorzio di Antiche botteghe tessili di piazza Mercato e di quello del vicino Borgo orefici che sono sempre così attenti alla mia tradizione: vorrebbero rilanciare la notte della Befana con stile, eleganza e legalità. Arginando tutti quei venditori senza regole: invadono piazza del Carmine con caramelle, carbone e cioccolatini … Non è uno spettacolo bello…. Occorre ridare dignità alla mia notte…».
Babbo Natale la squadra stupito: «Non sapevo che tu avessi amici. Con quel caratteraccio… Ma dimmi, com’è andata?».
Alza le mani al cielo, l’anziana signora: «Hanno avuto un incontro con due assessori che mi sono sembrati un po’ indifferenti… Io c’ero, li osservavo nascosta in un angolo… Ho avuto la sensazione che non conoscessero questa bella consuetudine notturna della piazza affollata prima della fine delle feste natalizie. E dire che i lavori sono quasi finiti.. Siamo pronti per accogliere tutti….».
Adesso Babbo Natale è davvero incuriosito: «Ma forse non sono napoletani? Non conosco le abitudini della città?».
«Non dire sciocchezze. Sono persone preparate e competenti: Teresa Armato ha la delega al turismo e alle attività produttive. Antonio De Jesu è stato questore a Napoli. Adesso è responsabile per la polizia urbana e la legalità. E a proposito di legalità, De Jesu ha suggerito di ricorrere a un bando che impedisca agli abusivi di occupare disordinatamente lo spazio urbano… Ma non credo che ci sia tempo per organizzarlo».
Babbo Natale ormai si è appassionato alla vicenda: «E il sindaco che dice?».
Questa volta la Befana si sbilancia: «Oh, in lui ho molta fiducia. Quando gli si è prospettata l’idea, durante la campagna elettorale, della rinascita di Piazza Mercato con una fiera permanente per vendere prodotti locali tipici e attrarre turisti, anche attraverso eventi di arti visive e spettacoli, era entusiasta. Lui crede nelle potenzialità di questa zona».
Babbo Natale sospira: «Coraggio, Befana. Insieme ce la faremo. Dobbiamo insistere… La prossima volta che ci sarà un incontro, fammelo sapere. Ti accompagnerò e mi farò anche io piccolo piccolo in un angolo. Il prossimo Natale dovrà essere radioso in piazza Mercata e la tua notte dovrà diventare un modello turistico per tutte le capitali del mondo».
Nella foga del discorso, Babbo Natale non si è reso conto che le renne sono arrivate. Loro col muso lo tirano per la giacca, così lui, galante, aiuta la Befana a salire. E tutti e due volano in alto verso il futuro.
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In copertina, una panoramica di Piazza Mercato. In pagina, Babbo Natale e la Befana da Pixabay

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