Il Ravello festival, vetrina dei giovani talenti. Mercoledì 25 luglio (ore 20) sul palco del Belvedere di Villa Rufolo i musicisti dell’orchestra nazionale sinfonica dei conservatori italiani. L’ensemble è formato dai migliori studenti provenienti dai vari conservatori italiani, selezionati ogni anno attraverso il concorso del Conservatorio “Respighi” di Latina. Il progetto è sostenuto dal Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca, dipartimento per la formazione superiore e per la ricerca. Obiettivo: far conoscere e promuovere il sistema dell’alta formazione musicale, il suo patrimonio artistico e umano.
Direttore d’orchestra e solista al pianoforte Alexander Lonquich (ph Pino Izzo), artista sensibile al collegamento fra insegnamento e pratica esecutiva, da anni prestigioso docente alla Hochschule für Musik di Colonia, all’Accademia Musicale Chigiana di Siena, all’Accademia pianistica di Imola.
Il suo concerto prediletto fra i cinque di Beethoven è quello che presenta con i giovani dei conservatori italiani, il Quarto, battezzato nel corso di una ‘colossale’ Accademia, la sera del 22 dicembre 1808, al Teatro an der Wien di Vienna, accanto alla Quinta e alla Sesta sinfonia.
Da subito il quarto concerto si rivelò una composizione particolare, fin dal celebre esordio, in cui il pianoforte, come fosse un’improvvisazione a sipario abbassato, espone il primo tema che pervade tutto il movimento con una serie inesauribile di variazioni. All’ombra di Beethoven, fiorì l’arte di Franz Schubert, che però non ebbe la fortuna di ascoltare la sua ultima sinfonia, la Nona, scelta da Lonquich per la seconda parte del concerto. Eseguita undici anni dopo la morte per volere di Robert Schumann che l’aveva scoperta fra le carte conservate dal fratello del compositore, la “Grande” sinfonia in do maggiore di Schubert vide la luce sotto la bacchetta di un altro genio, Felix Mendelssohn, nel 1839 a Lipsia.
Per saperne di più
www.ravellofestival.com