Il Ravello Festival parte da Wagner. Sabato 30 giugno (ore 20) Nord e Sud d’Europa si ritrovano sul Belvedere di Villa Rufolo con un concerto affidato a Esa-Pekka Salonen, il direttore finlandese (foto di Pino Izzo) tra i più grandi e innovativi sulla scena mondiale (che festeggerà sul palco il suo 60esimo compleanno). Un appassionato costruttore di una coscienza ecologica attorno al Mar Baltico e dallo scorso anno affascinato narratore della prospettiva mediterranea che qui ha incontrato, esattamente come capitò al genio tedesco che il maestro omaggerà dirigendo la Philharmonia Orchestra.
Il programma propone il Preludio all’opera Tristano e Isotta (1865), partitura che in sede di concerto si lega, in simbolica continuità, alla conclusione dell’opera (la Morte d’amore d’Isotta). Il brano è tratto dalla prima giornata della Tetralogia, L’anello del Nibelungo, la Valchiria (1870). Si tratta dello struggente addio che il dio Wotan rivolge alla figlia più amata, la valchiria Brünnhilde.
Il concerto si chiude con tre momenti tratti dall’ultima giornata della tetralogia, Il Crepuscolo degli dei (1876): il primo è la maestosa Alba che saluta l’unione di Sigfrido con Brünnhilde e il viaggio di Sigfrido sul Reno, itinerario dell’eroe verso il suo tragico destino; il secondo è la Marcia funebre di Sigfrido, che riassume la “vita dell’eroe” ucciso a tradimento dal perfido Hagen; il terzo è la scena dell’Immolazione finale di Brünnhilde, la quale si brucia, dopo aver compianto Sigfrido, sancendo la fine del tempo degli dei. Tristano e Isotta chiuderà anche il festival il 25 agosto, a sigillo di una tradizione che innesta però, sulla trama dei concerti sinfonici, anche un ricco programma di danza e di jazz.
Sul palco di Villa Rufolo assieme ai 102 elementi della Philharmonia Orchestra di Londra, le straordinarie voci del soprano Michelle DeYoung e del baritono James Rutherford al loro debutto nella Città della Musica.
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